Parte a gennaio 2020 il Corso di Regia con Daniele Luchetti e Andrea Molaioli

Parte a gennaio 2020 la quinta edizione del Corso di regia cinematografica della scuola di cinema Tracce.

Il corso analizza in maniera completa l’esperienza del regista in relazione a tutti i reparti di una troupe cinematografica. Durante i mesi del corso, ogni corsista scrive la sceneggiatura di un cortometraggio, analizzata dai coordinatori e dai docenti, e viene affiancato nella preparazione, nelle riprese e nel montaggio finale del cortometraggio.

Andrea Molaioli, regista di Suburra la Serie, spiega il corso.

 

 

Il Programma

  • Sceneggiatura: i personaggi, il tema, l’ambientazione, il punto di vista, la struttura in tre atti
  • Regia: l’inquadratura, la scala dei piani, in campo e fuori campo, i movimenti di macchina, i raccordi, le scene di dialogo, campo e controcampo
  • Direzione degli attoriEsercitazioni con Daniele Luchetti e Andrea Molaioli
  • Direzione della fotografia: l’inquadratura, il dettaglio, il primo piano, lo scavalcamento di campo, la panoramica, l’uso del carrello, l’uso della camera car. Esercitazioni con Vladan Radovic presso la D-Vision/Technovision con le più moderne attrezzature di ripresa.
  • Direzione della fotografia: l’illuminazione della scena, il controllo di nitidezza, colore e esposizione.
  • Suono: analisi del sonoro. Esercitazione con Emanuele Cecere sui ruoli di fonico e microfonista in interni ed esterni.
  • Montaggio: evoluzione e teorie del montaggio nella storia del cinema. Esercitazione con Claudio Di Mauro: commento di brani di suoi film.
  • Altri reparti: lezioni con professionisti dei settori Costume e scenografia, Produzione, Musica, Marketing.
  • Preparazione del cortometraggio: spoglio della sceneggiatura e piano di lavorazione con Lara Lucchetta, della Indigo Film.
  • Supervisione al montaggio: analisi del pre-montato del cortometraggio con Claudio Di Mauro.
  • Analisi dei cortometraggi con i docenti.

Leggi gli altri docenti del corso.

 

In totale sono 33 lezioni in circa nove mesi, per un totale di 200 ore. Il costo è di 3.800 euro (Iva inclusa), anche in 7 rate (1^ rata da 800 euro e successive rate da 500).

 

Si tratta di un corso di alta formazione con i migliori professionisti del cinema italiano e con le migliori attrezzature ad un costo di appena 19€ l’ora.

 

Una occasione preziosa per chiunque voglia apprendere le tecniche fondamentali della professione affiancato da registi e autori di primo piano.

 

L’ammissione è subordinata ad una prova di ammissione-colloquio con analisi del materiale, contenente la sceneggiatura di un corto o un corto già realizzato dall’aspirante corsista.

 

La V edizione del corso di regia cinematografica sarà strutturata in 33 lezioni da 6 ore ciascuna, che si terranno ogni lunedì a Roma, presso la galleria d’arte Label 201, in via Portuense 201.

Contattaci tramite il modulo per fissare un colloquio o per maggiori informazioni.

 

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“Santa Subito”, scritto da Alessandro Piva e Laura Grimaldi, vince la Festa di Roma

Non è frequente, ma a volte succede che ai festival non vincano film di puro intrattenimento, ma storie vere che contengono temi importanti e attuali. Santa Scorese aveva solo 23 anni quando il 15 marzo del 1991 fu uccisa da uno stalker che la tormentava da tre anni. Alla fine degli anni ’80 la parola “femminicidio” non esisteva ancora, e le istituzioni, la legge, non erano preparate ad affrontare il tema della violenza di genere e lo stalking. La storia di Santa è diventata un docufilm, Santa Subito, che ha trionfato all’edizione 2019 della Festa di Roma, ottenendo il Premio del Pubblico. Ne parliamo con Laura Grimaldi, sceneggiatrice ed ex allieva dei corsi di sceneggiatura di Tracce, che ha scritto il docufilm assieme al regista Alessandro Piva.

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Alessandro Piva e i familiari di Santa Scorese alla Festa di Roma 2019

“La storia di Santa – dice Laura Grimaldi – è al tempo stesso dolorosa e istruttiva. Contrariamente a quello che si può pensare, ovvero che le persone vittime di stalking siano donne fragili, sole, essenzialmente deboli, le caso di Santa non era così. Al contrario era una donna forte, e inserita nell’ambiente della chiesa che frequentava assiduamente. E di fronte alle minacce del suo stalker, lei ha reagito, non ha subito passivamente. Santa era tutto tranne che una donna debole e passiva. Purtroppo era l’intero apparato statale ad essere inadeguato. Negli anni ’80 la violenza di genere e lo stalking erano lontani dall’essere conosciuti e codificati, e per forza di cose, Santa si trovò con molta solidarietà ma essenzialmente priva di strumenti che potessero realmente proteggerla“.

Pur vivendo a Bari dove si è svolta la tragica vicenda, Alessandro Piva non conosceva la storia di Santa e ne viene a conoscenza in occasione di un evento pubblico al quale partecipava Rosa Maria, la sorella di Santa. Se ne appassiona e decide di raccontare la sua storia attraverso le voci di amici e parenti di Santa, chiedendo loro di parlarne come se fosse ancora viva e progettasse il suo futuro.

“Quando mi ha chiamata a collaborare alla sceneggiatura, Alessandro desiderava per il suo docufilm un punto di vista femminile che leggesse il diario che Santa aveva lasciato e anche un “orecchio femminile” che ascoltasse le storie di chi l’aveva conosciuta, a cominciare dai suoi genitori e gli amici più stretti. Personalmente sono andata alla ricerca di un aggancio per cercare di andare a fondo nella sua personalità e ho trovato una donna forte, determinata. Era naturalmente portata verso l’aiuto del prossimo, specialmente a livello spirituale e vedeva nella chiesa cattolica una istituzione molto forte, che l’appassionava, al punto che a un certo punto decide che si sarebbe fatta suora. E poi arriva quest’uomo, preda di evidenti patologie psichiche che prende a perseguitarla. Santa cerca di difendersi, di respingerlo ma per un verso o per l’altro, non riesce a trovare nessun aiuto concreto, efficace.  In quegli anni una vicenda del genere non è semplice da raccontare, da denunciare alle forze dell’ordine, alle istituzioni ed essere capiti, compresi e aiutati. Si prova molto imbarazzo anche solo a raccontarla. Adesso è più semplice, almeno il denunciare, perché c’è una cultura condivisa, una sensibilizzazione generale, e c’è una precisa legge sullo stalking che codifica determinati comportamenti e prevede tutele e strumenti, ma al tempo denunciare uno stalker poteva essere, ed era, molto difficile, anche perché la cultura dominante, diffusa era paradossalmente più disposta a sposare le tesi dello stalker e non della perseguitata. C’era un maschilismo di fondo, presente comunque tuttora in alcuni ambienti più retrivi della nostra società, che non consentiva di porsi al riparo da persecutori e molestatori, e che sposta l’attenzione dalla vittima, addirittura in certi casi vista come presunta corresponsabile di quello che le sta capitando, se non addirittura unica responsabile. Sono davvero felice che Santa Subito abbia vinto il primo premio alla Festa di Roma. Ogni segnale che sensibilizzi e informi su questo problema è sempre prezioso e importante.

Laura Grimaldi

Laura Grimaldi ha frequentato entrambi i corsi di Tracce, il base e il master di sceneggiatura. “Ho un gran bel ricordo dei corsi di Tracce. Il corso base l’ho frequentato prima ancora della laurea e allora ero una ragazzina che non sapeva neanche lontanamente cosa fosse una sceneggiatura o un soggetto. Il Corso Master di Tracce invece l’ho frequentato dopo la laurea e mi è servito tantissimo per l’ammissione al Centro sperimentale di cinematografia, dove poi mi sono diplomata. Tracce è stata molto importante per la mia formazione, anche perché hai l’occasione di confrontarti con sceneggiatori e registi professionisti che ti seguono e valorizzano le tue attitudini e anche perché è proprio in quell’occasione che ti scegli quelli che saranno i tuoi compagni di scrittura, nel mio caso Gianni Cesaraccio, Demetrio Tacco e Tommaso Triolo con cui ancora oggi mi capita di lavorare”.

Graziano Diana: scrivere con Lina Wertmuller

“Fui chiamato da un produttore per lavorare ad trattamento insieme a Leo Benvenuti e Piero De Bernardi per una miniserie per la televisione, che poi non si fece. La protagonista doveva essere Sophia Loren e la miniserie doveva essere diretta proprio da Lina”. E fu in quell’occasione che un allora molto giovane Graziano Diana arrivò al cospetto di Lina Wertmuller.

lina wertmuller oscar

Oggi Graziano Diana sorride alla notizia dell’Oscar alla Carriera per Lina Wertmuller. “Una gran signora e una grandissima regista, l’Oscar è meritatissimo. Un po’ tardivo, ma come si dice, meglio tardi…”. Proprio il giorno della consegna del premio Graziano ha scritto su Facebook della sua esperienza di scrittura con Lina Wertmuller definendola “formativa“. E ovviamente l’aggettivo ha subito attirato l’attenzione di noi di Tracce, e l’abbiamo subito chiamato per saperne di più.

Formativo, hai scritto. Ovvero?

Devo stare attento a cosa scrivo sui social a quanto pare. Partiamo dall’inizio: Lina Wertmuller è una gran persona. Donna spiritosa, colta, profonda, grande conoscitrice non solo di cinema, ma soprattutto della natura umana. Pochi autori sanno disegnare un personaggio come lei.

lina wertmuller sul set di travolti

Cominciamo dall’inizio. 

Mi trovo, chiamato da un produttore a lavorare con Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, che per chi studia cinema non c’è bisogno di dire chi erano, per un progetto di una serie tv in due puntate con protagonista Sophia Loren. Non conoscevo Lina, per cui arrivo nella sua casa e già li resto di sasso. Una casa meravigliosa, arredata splendidamente, mobili e quadri pregiati e di gran gusto, insomma per chi ama l’arte, il design, il bello, c’è di che guardare. Poi arriva lei: spiritosa, arguta, ironica, ma anche dura, autorevole, determinata. Soprattutto percepivo subito che lei sapeva benissimo cosa volesse e dove volesse andare con noi sceneggiatori.

Graziano Diana in sala montaggio

E come andò? 

E’ stata una esperienza formativa! (ride). Si dice spesso delle donne determinate e decise “che hanno un brutto carattere”. In realtà Lina ha carattere e questo si vede in ogni suo risvolto. Partivamo da un soggetto e dovevamo sviluppare il resto, cioè trattamento, scaletta e sceneggiatura e dato che il progetto prevedeva la sua regia, tutto il lavoro di scrittura si svolse anche con lei. Come tutti sanno, oltre ad essere una regista Lina è anche grandissima sceneggiatrice e la sua presenza, le sue idee, i punti di vista si avvertono ed entrano profondamente nel lavoro. Ci sono autori che quando lavorano su idee e soggetti altrui, si “adattano” diciamo, al lavoro altrui e altri che ci entrano dentro e come in una casa, la arredano a propria immagine e somiglianza. Lina appartiene a questa categoria. I suoi film contengono i suoi personaggi, le sue idee, i suoi punti di vista già nel lavoro di scrittura.

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Quindi lavoraste al trattamento, la scaletta e la sceneggiatura?

Si, e lei c’era sempre. Guida tutto il gruppo e tutto il lavoro si svolge assieme, non si fanno “compiti a casa”. A volte, quando c’è accordo su trattamento e scaletta, la sceneggiatura, per la scrittura, viene divisa in blocchi assegnati a ciascun sceneggiatore che lavora per conto proprio e poi in sede di quella che si chiama revisione, ci si confronta e si stende la sceneggiatura definitiva. Nel caso di Lina, non si procede così. Si sta assieme in ogni fase e in ogni fase lei interviene su ogni aspetto, su ogni aggettivo, su ogni scena, tutto. Ed è molto decisa, determinata, nell’affermare i suoi punti di vista. E’ una leader. E per me che ero molto giovane, c’era tanto da imparare.

C’è qualche aspetto di Lina che ti ha colpito particolarmente? 

Il suo modo di creare i personaggi, specie i protagonisti. Te li raccontava elencando una serie di caratteristiche, dettagli, modi di dire, di fare, come erano d’aspetto, con una profondità impressionante. Quando aveva finito non erano più dei personaggi, ma delle persone. Vere. Che poi è quello che ci sforziamo di insegnare a Tracce. Il lavoro sui personaggi è fondamentale. E’ da loro che poi nascono le storie. 

lina wertmuller oscar carriera

Ce l’avrà però un difetto!

Be’ diciamo che sapendo bene quello che vuole, non è molto predisposta ad accogliere punti di vista alternativi ai suoi. Ma è anche un elemento del suo essere quello che è. Non sarebbe Lina Wertmuller, altrimenti.

Corso base di sceneggiatura, si parte a fine ottobre 2019. Ultimi posti disponibili

Corso di sceneggiatura roma

Ultimi posti disponibili per il  Corso di Sceneggiatura di primo livello, dedicato a chi vuole apprendere le tecniche della scrittura per il cinema e realizzare un soggetto per lungometraggio cinematografico.

 

Il corso fornisce le basi teoriche e tecniche per la costruzione e lo sviluppo di una idea fino alla scrittura di un soggetto cinematografico che verrà letto ed analizzato dal produttore premio Oscar Nicola Giuliano.

 

Durante il corso gli allievi apprenderanno le modalità e le tecniche sul come si individua una idea valida per il cinema (quindi riconoscendo e scartando quelle non valide), come si struttura la prima versione dell’idea, come si inventano i personaggi, come si realizza un intreccio, come si definisce la posta in gioco che permette alla storia di essere credibile agli occhi del lettore/spettatore, come si struttura il racconto, dove come e perché si posizionano gli snodi narrativi e i colpi di scena, come si distribuisce la tensione necessaria, come si realizza un montaggio già nel testo, il tutto durante lezioni ed esercitazioni pratiche finalizzate ad arrivare al termine del corso con un soggetto da presentare ad un produttore, tramite quello che viene definito “pitch“, ovvero la presentazione in poche ma efficaci parole della storia realizzata.

 

I docenti del corso sono celebri sceneggiatori, registi e tecnici del cinema italiano.

 

Graziano Diana (Un Eroe Borghese) e Heidrun Schleef “(La stanza del figlio e Il Caimano), insegnano i fondamenti della scrittura per il cinema: l’idea, i personaggi, l’intreccio, la struttura in tre atti.

 

Graziano Diana sul set di “Il Commissario”, fiction tv per Mediaset

 

I registi Denis Rabaglia (Un amico che ti vuole bene), Andrea Molaioli (La ragazza del lago e Suburra la serie) e Daniele Luchetti (Il Portaborse, Momenti di trascurabile felicità), insegnano le tecniche sul punto di vista, sulle ambientazioni, i dialoghi, la messa in scena.

Andrea Molaioli, regista di “Suburra la serie” e La “Ragazza del lago”

 

Il critico cinematografico Mario Sesti spiega agli allievi la composizione delle immagini e delle scene, attraverso una lunga carrellata delle più significative scene della storia del cinema.

 

 

Il montatore Claudio Di Mauro spiega come si aggiunge linguaggio, senso e tensione al racconto tramite il montaggio.

 

Lo story editor Gino Ventriglia spiega come si concepisce una storia che sia idonea a catturare l’interesse degli story editor, figura professionale che seleziona e sceglie i progetti che vengono realizzati per l’industria cinematografica e televisiva.

 

Iniziano e chiudono il corso due lezioni masterclass di Nicola Giuliano, produttore premio Oscar per La Grande Bellezza.

 

Nella prima lezione Giuliano spiega cosa interessa e cosa cattura l’attenzione di un produttore cinematografico, come deve essere realizzato un soggetto, i trucchi del mestiere e gli errori da evitare.

 

Nell’ultima – e spesso memorabile per molti allievi – lezione, Giuliano esamina uno per uno tutti i soggetti scritti in quella che è la simulazione più vicina al reale su come si svolge un colloquio produttore-autore nella realtà di tutti i giorni.

 

Il premio Oscar Nicola Giuliano, produttore per la Indigo Film

 

Il corso di sceneggiatura di primo livello è indicato per chi ha una forte motivazione per lo scrivere storie per il cinema (ma anche per avvicinarsi a questo mondo insieme a professionisti del settore) e desidera mettersi in gioco personalmente compiendo un percorso composto da lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche da fare sia in aula che a casa, rispettando precise tappe di lavorazione (che è poi il normale andamento del lavoro di uno scrittore) e per questo l’ammissione al corso è subordinata ad un colloquio, gratuito e senza impegno, con i responsabili della scuola, Laura Soro e Luca De Benedettis, finalizzato a riscontrare effettivamente la presenza degli indispensabili presupposti, passione e determinazione, per frequentare con profitto il corso.

 

Se ami il cinema e vuoi apprenderne la formazione di base assieme ai migliori professionisti, questo è il tuo corso.

 

Il corso si tiene a Roma. Maggiori dettagli nella pagina del programma del corso. L’iscrizione è subordinata ad un colloquio per accertare le necessarie motivazioni. Utilizza il modulo sottostante per maggiori info o per fissare un colloquio con Laura Soro e Luca De Benedittis, tutor del corso.

 

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Successi Tracce, il Primo giorno di Matilde, di Rosario Capozzolo al Giffoni Film Festival

Ancora un successo Tracce, e ancora una volta, come nel caso di Federica d’Ignoti, un successo proveniente dall’ultimo corso di regia cinematografica. Il Primo Giorno di Matilde, cortometraggio di Rosario Capozzolo, allievo del corso di Regia, è stato inserito nella sezione World Premiere nell’edizione 2019 del Giffoni Film Festival, il Festival dei bambini e dei ragazzi che si tiene dal 19 al 27 luglio a Giffoni Valle Piana, Salerno.

 

 

Prodotto da Raya Visual Art di Roma in coproduzione con Sayonara Film di Bologna il corto vede nelle vesti del padre di Matilde, l’attore Riccardo De Filippis, noto per il ruolo di Scrocchiazzeppi nella serie televisiva Romanzo criminale, mentre le musiche del film sono di Giordano Corapi, docente del corso di regia.

 

Successi Tracce. Rosario Capozzolo del corso di regia dirige Il primo giorno di Matilde, presentato al Giffoni Film Festival

 

L’attore romano è affiancato da Alice Di Demetrio, una bambina di sette anni al suo debutto nel mondo del cinema. Inoltre il cast è composto da Ibrahim Keshk, Luigi Monfredini, Roberta Stellato, Ettore Budano, Federico Di Demetrio e Paola Pasquini.

 

Successi Tracce. Rosario Capozzolo del corso di regia dirige Il primo giorno di Matilde, presentato al Giffoni Film Festival

 

La storia di “Il Primo Giorno di Matilde” racconta gli istanti che precedono l’inizio del primo giorno di scuola elementare di Matilde, attimi che si rivelano essere, forse, l’ultima occasione per un padre di trasmettere alla figlia i valori in cui crede.

Successi Tracce. Rosario Capozzolo del corso di regia dirige Il primo giorno di Matilde, presentato al Giffoni Film Festival

 

A Rosario a Giordano e a tutta la troupe un grandissimo in bocca al lupo da tutti noi di Tracce!