Federica D’Ignoti, corsista Tracce, in selezione ai Nastri D’Argento 2019

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Ancora un successo dei corsisti Tracce. Il cortometraggio Anna, di Federica D’Ignoti è stato inserito nella selezione ufficiale dei Corti D’Argento 2019, che riunisce film prodotti e distribuiti nel corso del 2018, presentati e spesso premiati dalle giurie dei principali festival e delle rassegne specializzate.

 

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La regista e sceneggiatrice Federica D’Ignoti ha frequentato il corso Master in sceneggiatura e il corso di regia di Tracce, ed è stato proprio un suggerimento del docente Andrea Molaioli, a spingere Federica a scrivere il soggetto del corto, poi prodotto dalla Freak Factory, interpretato da Valentina Lodovini e Pietro De Silva, con la fotografia di Daniele Ciprì e il montaggio di Claudio Di Mauro, altro docente Tracce nei corsi di sceneggiatura e regia.

 

 

Il film racconta la storia di Anna, che dopo anni di silenzio, decide di svelare ad uno sconosciuto la storia di un amore che lei definisce incondizionato. Ma cos’è l’amore? Per Anna è il movente del suo dolore, la sua testimonianza ne diverrà il riscatto.

 

 

Federica D’Ignoti nasce a Catania il 5 Luglio del 1984. Il cinema è la sua più grande passione, sin da bambina. nel 2008 inizia a lavorare come videomaker, collaborando alla realizzazione di alcuni cortometraggi. Dopo diverse partecipazioni come aiuto regista di cortometraggi, tra il 2014 e il 2016 partecipa ai corsi di Tracce nel master di II Iivello di sceneggiatura per lungometraggi e di regia.

 

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A Federica inviamo il nostro più grande in bocca al lupo per “Anna” e per la sua carriera di sceneggiatrice e regista!

Successi Tracce, il Primo giorno di Matilde, di Rosario Capozzolo al Giffoni Film Festival

Ancora un successo Tracce, e ancora una volta, come nel caso di Federica d’Ignoti, un successo proveniente dall’ultimo corso di regia cinematografica. Il Primo Giorno di Matilde, cortometraggio di Rosario Capozzolo, allievo del corso di Regia, è stato inserito nella sezione World Premiere nell’edizione 2019 del Giffoni Film Festival, il Festival dei bambini e dei ragazzi che si tiene dal 19 al 27 luglio a Giffoni Valle Piana, Salerno.

 

 

Prodotto da Raya Visual Art di Roma in coproduzione con Sayonara Film di Bologna il corto vede nelle vesti del padre di Matilde, l’attore Riccardo De Filippis, noto per il ruolo di Scrocchiazzeppi nella serie televisiva Romanzo criminale, mentre le musiche del film sono di Giordano Corapi, docente del corso di regia.

 

Successi Tracce. Rosario Capozzolo del corso di regia dirige Il primo giorno di Matilde, presentato al Giffoni Film Festival

 

L’attore romano è affiancato da Alice Di Demetrio, una bambina di sette anni al suo debutto nel mondo del cinema. Inoltre il cast è composto da Ibrahim Keshk, Luigi Monfredini, Roberta Stellato, Ettore Budano, Federico Di Demetrio e Paola Pasquini.

 

Successi Tracce. Rosario Capozzolo del corso di regia dirige Il primo giorno di Matilde, presentato al Giffoni Film Festival

 

La storia di “Il Primo Giorno di Matilde” racconta gli istanti che precedono l’inizio del primo giorno di scuola elementare di Matilde, attimi che si rivelano essere, forse, l’ultima occasione per un padre di trasmettere alla figlia i valori in cui crede.

Successi Tracce. Rosario Capozzolo del corso di regia dirige Il primo giorno di Matilde, presentato al Giffoni Film Festival

 

A Rosario a Giordano e a tutta la troupe un grandissimo in bocca al lupo da tutti noi di Tracce!

Corso Master in sceneggiatura. Ultimi tre posti disponibili entro il 6 luglio

Corso di sceneggiatura con Nicola Giuliano

Scriviamo un film con i migliori professionisti del cinema

Con una Masterclass di Nicola Giuliano, produttore Premio Oscar per “La Grande Bellezza”, è iniziato lo scorso 15 giugno 2019 il corso Master “Dal soggetto alla sceneggiatura“, giunto alla sua XX edizione. Il prossimo appuntamento – e termine ultimo per iscriversi – è per il 6 luglio 2019 con la prima lezione di Heidrun Schleef, sceneggiatrice di numerosi classici del cinema italiano come “La Stanza del Figlio” e “Il Caimano” di Nanni Moretti e “La Seconda volta” di Mimmo Calopresti.

 

Per chi è indicato. Il corso Master è diretto a coloro che hanno già esperienza di scrittura cinematografica, hanno già scritto soggetti per lungometraggi o cortometraggi, hanno prodotto corti, o comunque hanno maturato una prima esperienza nella scrittura e desiderano perfezionare le proprie conoscenze in un percorso formativo completo che va dalla individuazione di una idea per un film, fino alla scrittura di una sceneggiatura.

 

Il corso prevede la formazione di un team di scrittori di due o tre elementi che procederanno, in un percorso a tappe ravvicinate, alla individuazione di una idea, alla sua strutturazione, alla scrittura di un soggetto che una volta validato dai docenti, sarà sviluppato in un trattamento cinematografico e successivamente in una sceneggiatura di 90 pagine che verrà poi sottoposta alla lettura e all’analisi di Nicola Giuliano, produttore della Indigo Film e Premi Oscar 2014 per “La Grande Bellezza”.

 

Il percorso formativo, composto da 120 ore complessive, è a numero chiuso (massimo 15 allievi, per permettere un constante contatto con i docenti) e prevede un continuo affiancamento con i docenti.

 

I Docenti. Gli sceneggiatori come Graziano Diana, (“Un eroe Borghese” e “Ultrà“), Heidrun Schleef  (“La stanza del Figlio“, “Il Caimano”), Andrea Molaioli regista e sceneggiatore (“La Ragazza del lago” e “Suburra la serie“), Denis Rabaglia, “Un nemico che ti vuole bene“, lo story editor Gino Ventriglia, responsabile dei progetti di fiction di Mediaset e altri canali televisivi, il montatore Claudio Di Mauro, uno dei massimi montatori del cinema italiano, Mario Sesti, uno dei più noti critici cinematografici e curatore di rassegne e anch’egli regista di documentari. Il corso sarà inaugurato il 15 giugno da Nicola Giuliano con una Masterclass incentrata su come si realizza un progetto idoneo ad interessare un produttore e sarà lo stesso Giuliano a leggere ed analizzare le sceneggiature prodotte dagli allievi al termine del corso.

 

Il corso offre una panoramica completa del processo di lavorazione di un film, dalla scrittura del trattamento e della sceneggiatura vera e propria, a tutte le tecniche e le competenze che uno sceneggiatore deve avere presente quando scrive, dal montaggio, iniziale e finale, al concept e agli elementi del progetto, alla scrittura delle scene che devono contenere necessariamente gli elementi di messa in scena per il regista.

 

 

Le sceneggiature realizzate saranno valutate anche da Gianni Chiffi e Consuelo De Andreis, dell’agenzia Volver, i quali sceglieranno i progetti migliori da sottoporre all’attenzione delle principali case di produzione cinematografica nazionali.

 

Il corso Master di Tracce si terrà a Roma nella sede della Galleria d’arte Label in via Portuense ogni due venerdì.

 

Vai a questo link per conoscere il Programma dettagliato e i costi del corso

 

Se il cinema è il tuo sogno e vuoi realizzarlo al massimo delle possibilità, i corsi di cinema di Tracce sono la tua occasione.

 

Dall’anno della sua fondazione, il 2003, Tracce ha formato registi, sceneggiatori, documentaristi, story editor che oggi lavorano a tempo pieno nell’industria cinematografica. 

 

Leggi la pagina dei Nostri corsisti per avere una idea.

 

Le selezioni sono in corso e i posti ancora disponibili sono cinque. L’ammissione è subordinata ad un colloquio di ammissione con i coordinatori del corso con analisi del materiale presentato dall’aspirante allievo, contenente almeno un soggetto per lungometraggio o materiale equivalente (progetti già realizzati, collaborazioni precedenti ecc.).

Ti aspettiamo! Per info e iscrizioni compila il modulo sottostante e lascia un recapito per essere contattato.

Corso base di sceneggiatura, si parte a fine ottobre 2019. Ultimi posti disponibili

Corso di sceneggiatura roma

Ultimi posti disponibili per il  Corso di Sceneggiatura di primo livello, dedicato a chi vuole apprendere le tecniche della scrittura per il cinema e realizzare un soggetto per lungometraggio cinematografico.

 

Il corso fornisce le basi teoriche e tecniche per la costruzione e lo sviluppo di una idea fino alla scrittura di un soggetto cinematografico che verrà letto ed analizzato dal produttore premio Oscar Nicola Giuliano.

 

Durante il corso gli allievi apprenderanno le modalità e le tecniche sul come si individua una idea valida per il cinema (quindi riconoscendo e scartando quelle non valide), come si struttura la prima versione dell’idea, come si inventano i personaggi, come si realizza un intreccio, come si definisce la posta in gioco che permette alla storia di essere credibile agli occhi del lettore/spettatore, come si struttura il racconto, dove come e perché si posizionano gli snodi narrativi e i colpi di scena, come si distribuisce la tensione necessaria, come si realizza un montaggio già nel testo, il tutto durante lezioni ed esercitazioni pratiche finalizzate ad arrivare al termine del corso con un soggetto da presentare ad un produttore, tramite quello che viene definito “pitch“, ovvero la presentazione in poche ma efficaci parole della storia realizzata.

 

I docenti del corso sono celebri sceneggiatori, registi e tecnici del cinema italiano.

 

Graziano Diana (Un Eroe Borghese) e Heidrun Schleef “(La stanza del figlio e Il Caimano), insegnano i fondamenti della scrittura per il cinema: l’idea, i personaggi, l’intreccio, la struttura in tre atti.

 

Graziano Diana sul set di “Il Commissario”, fiction tv per Mediaset

 

I registi Denis Rabaglia (Un amico che ti vuole bene), Andrea Molaioli (La ragazza del lago e Suburra la serie) e Daniele Luchetti (Il Portaborse, Momenti di trascurabile felicità), insegnano le tecniche sul punto di vista, sulle ambientazioni, i dialoghi, la messa in scena.

Andrea Molaioli, regista di “Suburra la serie” e La “Ragazza del lago”

 

Il critico cinematografico Mario Sesti spiega agli allievi la composizione delle immagini e delle scene, attraverso una lunga carrellata delle più significative scene della storia del cinema.

 

 

Il montatore Claudio Di Mauro spiega come si aggiunge linguaggio, senso e tensione al racconto tramite il montaggio.

 

Lo story editor Gino Ventriglia spiega come si concepisce una storia che sia idonea a catturare l’interesse degli story editor, figura professionale che seleziona e sceglie i progetti che vengono realizzati per l’industria cinematografica e televisiva.

 

Iniziano e chiudono il corso due lezioni masterclass di Nicola Giuliano, produttore premio Oscar per La Grande Bellezza.

 

Nella prima lezione Giuliano spiega cosa interessa e cosa cattura l’attenzione di un produttore cinematografico, come deve essere realizzato un soggetto, i trucchi del mestiere e gli errori da evitare.

 

Nell’ultima – e spesso memorabile per molti allievi – lezione, Giuliano esamina uno per uno tutti i soggetti scritti in quella che è la simulazione più vicina al reale su come si svolge un colloquio produttore-autore nella realtà di tutti i giorni.

 

Il premio Oscar Nicola Giuliano, produttore per la Indigo Film

 

Il corso di sceneggiatura di primo livello è indicato per chi ha una forte motivazione per lo scrivere storie per il cinema (ma anche per avvicinarsi a questo mondo insieme a professionisti del settore) e desidera mettersi in gioco personalmente compiendo un percorso composto da lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche da fare sia in aula che a casa, rispettando precise tappe di lavorazione (che è poi il normale andamento del lavoro di uno scrittore) e per questo l’ammissione al corso è subordinata ad un colloquio, gratuito e senza impegno, con i responsabili della scuola, Laura Soro e Luca De Benedettis, finalizzato a riscontrare effettivamente la presenza degli indispensabili presupposti, passione e determinazione, per frequentare con profitto il corso.

 

Se ami il cinema e vuoi apprenderne la formazione di base assieme ai migliori professionisti, questo è il tuo corso.

 

Il corso si tiene a Roma. Maggiori dettagli nella pagina del programma del corso. L’iscrizione è subordinata ad un colloquio per accertare le necessarie motivazioni. Utilizza il modulo sottostante per maggiori info o per fissare un colloquio con Laura Soro e Luca De Benedittis, tutor del corso.

 

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Graziano Diana: scrivere con Lina Wertmuller

“Fui chiamato da un produttore per lavorare ad trattamento insieme a Leo Benvenuti e Piero De Bernardi per una miniserie per la televisione, che poi non si fece. La protagonista doveva essere Sophia Loren e la miniserie doveva essere diretta proprio da Lina”. E fu in quell’occasione che un allora molto giovane Graziano Diana arrivò al cospetto di Lina Wertmuller.

lina wertmuller oscar

Oggi Graziano Diana sorride alla notizia dell’Oscar alla Carriera per Lina Wertmuller. “Una gran signora e una grandissima regista, l’Oscar è meritatissimo. Un po’ tardivo, ma come si dice, meglio tardi…”. Proprio il giorno della consegna del premio Graziano ha scritto su Facebook della sua esperienza di scrittura con Lina Wertmuller definendola “formativa“. E ovviamente l’aggettivo ha subito attirato l’attenzione di noi di Tracce, e l’abbiamo subito chiamato per saperne di più.

Formativo, hai scritto. Ovvero?

Devo stare attento a cosa scrivo sui social a quanto pare. Partiamo dall’inizio: Lina Wertmuller è una gran persona. Donna spiritosa, colta, profonda, grande conoscitrice non solo di cinema, ma soprattutto della natura umana. Pochi autori sanno disegnare un personaggio come lei.

lina wertmuller sul set di travolti

Cominciamo dall’inizio. 

Mi trovo, chiamato da un produttore a lavorare con Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, che per chi studia cinema non c’è bisogno di dire chi erano, per un progetto di una serie tv in due puntate con protagonista Sophia Loren. Non conoscevo Lina, per cui arrivo nella sua casa e già li resto di sasso. Una casa meravigliosa, arredata splendidamente, mobili e quadri pregiati e di gran gusto, insomma per chi ama l’arte, il design, il bello, c’è di che guardare. Poi arriva lei: spiritosa, arguta, ironica, ma anche dura, autorevole, determinata. Soprattutto percepivo subito che lei sapeva benissimo cosa volesse e dove volesse andare con noi sceneggiatori.

Graziano Diana in sala montaggio

E come andò? 

E’ stata una esperienza formativa! (ride). Si dice spesso delle donne determinate e decise “che hanno un brutto carattere”. In realtà Lina ha carattere e questo si vede in ogni suo risvolto. Partivamo da un soggetto e dovevamo sviluppare il resto, cioè trattamento, scaletta e sceneggiatura e dato che il progetto prevedeva la sua regia, tutto il lavoro di scrittura si svolse anche con lei. Come tutti sanno, oltre ad essere una regista Lina è anche grandissima sceneggiatrice e la sua presenza, le sue idee, i punti di vista si avvertono ed entrano profondamente nel lavoro. Ci sono autori che quando lavorano su idee e soggetti altrui, si “adattano” diciamo, al lavoro altrui e altri che ci entrano dentro e come in una casa, la arredano a propria immagine e somiglianza. Lina appartiene a questa categoria. I suoi film contengono i suoi personaggi, le sue idee, i suoi punti di vista già nel lavoro di scrittura.

Lina-Wertmüller-pasqualino settebellezze - set

Quindi lavoraste al trattamento, la scaletta e la sceneggiatura?

Si, e lei c’era sempre. Guida tutto il gruppo e tutto il lavoro si svolge assieme, non si fanno “compiti a casa”. A volte, quando c’è accordo su trattamento e scaletta, la sceneggiatura, per la scrittura, viene divisa in blocchi assegnati a ciascun sceneggiatore che lavora per conto proprio e poi in sede di quella che si chiama revisione, ci si confronta e si stende la sceneggiatura definitiva. Nel caso di Lina, non si procede così. Si sta assieme in ogni fase e in ogni fase lei interviene su ogni aspetto, su ogni aggettivo, su ogni scena, tutto. Ed è molto decisa, determinata, nell’affermare i suoi punti di vista. E’ una leader. E per me che ero molto giovane, c’era tanto da imparare.

C’è qualche aspetto di Lina che ti ha colpito particolarmente? 

Il suo modo di creare i personaggi, specie i protagonisti. Te li raccontava elencando una serie di caratteristiche, dettagli, modi di dire, di fare, come erano d’aspetto, con una profondità impressionante. Quando aveva finito non erano più dei personaggi, ma delle persone. Vere. Che poi è quello che ci sforziamo di insegnare a Tracce. Il lavoro sui personaggi è fondamentale. E’ da loro che poi nascono le storie. 

lina wertmuller oscar carriera

Ce l’avrà però un difetto!

Be’ diciamo che sapendo bene quello che vuole, non è molto predisposta ad accogliere punti di vista alternativi ai suoi. Ma è anche un elemento del suo essere quello che è. Non sarebbe Lina Wertmuller, altrimenti.

“Santa Subito”, scritto da Alessandro Piva e Laura Grimaldi, vince la Festa di Roma

Non è frequente, ma a volte succede che ai festival non vincano film di puro intrattenimento, ma storie vere che contengono temi importanti e attuali. Santa Scorese aveva solo 23 anni quando il 15 marzo del 1991 fu uccisa da uno stalker che la tormentava da tre anni. Alla fine degli anni ’80 la parola “femminicidio” non esisteva ancora, e le istituzioni, la legge, non erano preparate ad affrontare il tema della violenza di genere e lo stalking. La storia di Santa è diventata un docufilm, Santa Subito, che ha trionfato all’edizione 2019 della Festa di Roma, ottenendo il Premio del Pubblico. Ne parliamo con Laura Grimaldi, sceneggiatrice ed ex allieva dei corsi di sceneggiatura di Tracce, che ha scritto il docufilm assieme al regista Alessandro Piva.

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Alessandro Piva e i familiari di Santa Scorese alla Festa di Roma 2019

“La storia di Santa – dice Laura Grimaldi – è al tempo stesso dolorosa e istruttiva. Contrariamente a quello che si può pensare, ovvero che le persone vittime di stalking siano donne fragili, sole, essenzialmente deboli, le caso di Santa non era così. Al contrario era una donna forte, e inserita nell’ambiente della chiesa che frequentava assiduamente. E di fronte alle minacce del suo stalker, lei ha reagito, non ha subito passivamente. Santa era tutto tranne che una donna debole e passiva. Purtroppo era l’intero apparato statale ad essere inadeguato. Negli anni ’80 la violenza di genere e lo stalking erano lontani dall’essere conosciuti e codificati, e per forza di cose, Santa si trovò con molta solidarietà ma essenzialmente priva di strumenti che potessero realmente proteggerla“.

Pur vivendo a Bari dove si è svolta la tragica vicenda, Alessandro Piva non conosceva la storia di Santa e ne viene a conoscenza in occasione di un evento pubblico al quale partecipava Rosa Maria, la sorella di Santa. Se ne appassiona e decide di raccontare la sua storia attraverso le voci di amici e parenti di Santa, chiedendo loro di parlarne come se fosse ancora viva e progettasse il suo futuro.

“Quando mi ha chiamata a collaborare alla sceneggiatura, Alessandro desiderava per il suo docufilm un punto di vista femminile che leggesse il diario che Santa aveva lasciato e anche un “orecchio femminile” che ascoltasse le storie di chi l’aveva conosciuta, a cominciare dai suoi genitori e gli amici più stretti. Personalmente sono andata alla ricerca di un aggancio per cercare di andare a fondo nella sua personalità e ho trovato una donna forte, determinata. Era naturalmente portata verso l’aiuto del prossimo, specialmente a livello spirituale e vedeva nella chiesa cattolica una istituzione molto forte, che l’appassionava, al punto che a un certo punto decide che si sarebbe fatta suora. E poi arriva quest’uomo, preda di evidenti patologie psichiche che prende a perseguitarla. Santa cerca di difendersi, di respingerlo ma per un verso o per l’altro, non riesce a trovare nessun aiuto concreto, efficace.  In quegli anni una vicenda del genere non è semplice da raccontare, da denunciare alle forze dell’ordine, alle istituzioni ed essere capiti, compresi e aiutati. Si prova molto imbarazzo anche solo a raccontarla. Adesso è più semplice, almeno il denunciare, perché c’è una cultura condivisa, una sensibilizzazione generale, e c’è una precisa legge sullo stalking che codifica determinati comportamenti e prevede tutele e strumenti, ma al tempo denunciare uno stalker poteva essere, ed era, molto difficile, anche perché la cultura dominante, diffusa era paradossalmente più disposta a sposare le tesi dello stalker e non della perseguitata. C’era un maschilismo di fondo, presente comunque tuttora in alcuni ambienti più retrivi della nostra società, che non consentiva di porsi al riparo da persecutori e molestatori, e che sposta l’attenzione dalla vittima, addirittura in certi casi vista come presunta corresponsabile di quello che le sta capitando, se non addirittura unica responsabile. Sono davvero felice che Santa Subito abbia vinto il primo premio alla Festa di Roma. Ogni segnale che sensibilizzi e informi su questo problema è sempre prezioso e importante.

Laura Grimaldi

Laura Grimaldi ha frequentato entrambi i corsi di Tracce, il base e il master di sceneggiatura. “Ho un gran bel ricordo dei corsi di Tracce. Il corso base l’ho frequentato prima ancora della laurea e allora ero una ragazzina che non sapeva neanche lontanamente cosa fosse una sceneggiatura o un soggetto. Il Corso Master di Tracce invece l’ho frequentato dopo la laurea e mi è servito tantissimo per l’ammissione al Centro sperimentale di cinematografia, dove poi mi sono diplomata. Tracce è stata molto importante per la mia formazione, anche perché hai l’occasione di confrontarti con sceneggiatori e registi professionisti che ti seguono e valorizzano le tue attitudini e anche perché è proprio in quell’occasione che ti scegli quelli che saranno i tuoi compagni di scrittura, nel mio caso Gianni Cesaraccio, Demetrio Tacco e Tommaso Triolo con cui ancora oggi mi capita di lavorare”.

Parte a gennaio 2020 il Corso di Regia con Daniele Luchetti e Andrea Molaioli

Parte a gennaio 2020 la quinta edizione del Corso di regia cinematografica della scuola di cinema Tracce.

Il corso analizza in maniera completa l’esperienza del regista in relazione a tutti i reparti di una troupe cinematografica. Durante i mesi del corso, ogni corsista scrive la sceneggiatura di un cortometraggio, analizzata dai coordinatori e dai docenti, e viene affiancato nella preparazione, nelle riprese e nel montaggio finale del cortometraggio.

Andrea Molaioli, regista di Suburra la Serie, spiega il corso.

 

 

Il Programma

  • Sceneggiatura: i personaggi, il tema, l’ambientazione, il punto di vista, la struttura in tre atti
  • Regia: l’inquadratura, la scala dei piani, in campo e fuori campo, i movimenti di macchina, i raccordi, le scene di dialogo, campo e controcampo
  • Direzione degli attoriEsercitazioni con Daniele Luchetti e Andrea Molaioli
  • Direzione della fotografia: l’inquadratura, il dettaglio, il primo piano, lo scavalcamento di campo, la panoramica, l’uso del carrello, l’uso della camera car. Esercitazioni con Vladan Radovic presso la D-Vision/Technovision con le più moderne attrezzature di ripresa.
  • Direzione della fotografia: l’illuminazione della scena, il controllo di nitidezza, colore e esposizione.
  • Suono: analisi del sonoro. Esercitazione con Emanuele Cecere sui ruoli di fonico e microfonista in interni ed esterni.
  • Montaggio: evoluzione e teorie del montaggio nella storia del cinema. Esercitazione con Claudio Di Mauro: commento di brani di suoi film.
  • Altri reparti: lezioni con professionisti dei settori Costume e scenografia, Produzione, Musica, Marketing.
  • Preparazione del cortometraggio: spoglio della sceneggiatura e piano di lavorazione con Lara Lucchetta, della Indigo Film.
  • Supervisione al montaggio: analisi del pre-montato del cortometraggio con Claudio Di Mauro.
  • Analisi dei cortometraggi con i docenti.

Leggi gli altri docenti del corso.

 

In totale sono 33 lezioni in circa nove mesi, per un totale di 200 ore. Il costo è di 3.800 euro (Iva inclusa), anche in 7 rate (1^ rata da 800 euro e successive rate da 500).

 

Si tratta di un corso di alta formazione con i migliori professionisti del cinema italiano e con le migliori attrezzature ad un costo di appena 19€ l’ora.

 

Una occasione preziosa per chiunque voglia apprendere le tecniche fondamentali della professione affiancato da registi e autori di primo piano.

 

L’ammissione è subordinata ad una prova di ammissione-colloquio con analisi del materiale, contenente la sceneggiatura di un corto o un corto già realizzato dall’aspirante corsista.

 

La V edizione del corso di regia cinematografica sarà strutturata in 33 lezioni da 6 ore ciascuna, che si terranno ogni lunedì a Roma, presso la galleria d’arte Label 201, in via Portuense 201.

Contattaci tramite il modulo per fissare un colloquio o per maggiori informazioni.

 

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Scrivere un film, parte a fine novembre il corso di sceneggiatura di primo livello

Sono in corso le selezioni per la ventiseiesima edizione del Corso di Sceneggiatura di primo livello, dedicato a chi vuole apprendere le tecniche di base della scrittura per il cinema.
Il corso fornisce le basi teoriche e tecniche per la costruzione e lo sviluppo dell’idea per un film. Gli studenti, uniti in gruppi di due o tre persone, vengono seguiti dai docenti durante tutto l’iter per la realizzazione di un soggetto per lungometraggio cinematografico che, alla fine del corso, viene analizzati dal produttore premio Oscar Nicola Giuliano.
Il corso è dedicato a tutti coloro che vogliono acquisire la formazione di base per trasformare una idea in un progetto strutturato, idoneo per essere proposto all’industria cinematografica.
I docenti del corso sono celebri sceneggiatori del cinema italiano: Graziano Diana (“Un Eroe Borghese”), Heidrun Schleef “(“La stanza del figlio”), Giorgio Arlorio (“Crimen”), Gino Ventriglia (story editor e responsabile fiction di Mediaset e altri canali televisivi), Mario Sesti (Critico cinematografico e autore di numerosi libri sul cinema), Denis Rabaglia (regista), Claudio Di Mauro (montatore), Nicola Giuliano, produttore premio Oscar per “La Grande Bellezza”.
L’iscrizione al corso è subordinata ad un colloquio con i responsabili della scuola Tracce, Luca De Benedittis e Laura Soro, per informare lo studente sul percorso didattico che lo attende e valutarne la necessaria motivazione.
Se ami il cinema e vuoi apprenderne la formazione di base assieme ai migliori professionisti del cinema italiano, questo è il tuo corso.
Leggi il programma del corso, le bio dei docenti e compila il form di richiesta colloquio (gratuito e senza impegno) a questo link.

Il Ladro di Giorni va alla Festa del Cinema di Roma. Storia di un film nato a Tracce

Ci sono soggetti scritti per un corso di cinema che poi diventano cinema a tutti gli effetti. L’idea alla base del “Ladro di giorni” è di Guido Lombardi, ex allievo dei due corsi di sceneggiatura, di primo e secondo livello, che ha scritto il soggetto e poi lo ha sceneggiato insieme a Marco Gianfreda, conosciuto proprio a Tracce, e da Luca De Benedittis che di Tracce è il tutor che segue gli allievi nei vari corsi.

Anche Nicola Giuliano, della Indigo Film e premio Oscar per la Grande Bellezza, è un docente Tracce. Ha conosciuto Guido durante i corsi, ne ha riscontrato e apprezzato il talento e lo ha spinto a continuare a scrivere, finché una volta letto il soggetto, lo ha acquistato seduta stante aspettando il momento giusto per poterlo produrre.

E questo momento è arrivato proprio l’anno scorso quando il film è stato girato e ora viene presentato in concorso in questa edizione 2019 della Festa del Cinema di Roma, con protagonista, nel ruolo del padre del bambino, Riccardo Scamarcio.

 

Il ladro di giorni, un film nato nella scuola di cinema Tracce

 

“Il film – dice a Tracce Guido Lombardi – parla del tentativo di un padre di riallacciare i rapporti con il figlio, Salvo, che non vede da sette anni, periodo nel quale lui era in carcere e il bambino era stato affidato agli zii che lo avevano portato con loro in Svizzera. Qui il bambino ha vissuto una vita totalmente diversa da quella trascorsa fino ai cinque anni. Adesso ne ha 12, parla il tedesco, va benissimo a scuola, vive tranquillo in una comunità tranquilla. È totalmente integrato quando irrompe il padre, che quasi non lo riconosce, tanto è cambiato. Da qui inizia un viaggio in cui il padre cercherà di riprendersi il tempo perduto e l’affetto negatogli, fra tentativi iniziali e ingenui del figlioletto di scappare, la ricerca del colpevole che lo incastrò facendolo finire in carcere e alcuni segreti sul suo passato che emergeranno.

La storia del percorso del Ladro di Giorni dalla sua scrittura fino al set è così complessa e travagliata che potrebbe anche essa stessa diventare un film.

“Il soggetto – dice Guido Lombardi – vinse il Premio Solinas nel 2007. La prima versione della sceneggiatura approvata in Rai era del 2009. Considerando che siamo arrivati alla quindicesima versione della sceneggiatura, fra riscritture complete e lavoro più mirato sui dialoghi, si può capire il percorso di maturazione. Sono stati fatti in passato diversi tentativi di produrlo. Nicola Giuliano si era innamorato dello script già ai tempi del corso di sceneggiatura a Tracce, ma produrre un film è una operazione di incastri tra ricerca fondi, disponibilità degli attori, organizzazione delle varie produzioni, talmente complessa che vedere un soggetto finalmente in corso di produzione su un set ha quasi a che fare con la realizzazione di complesse congiunzioni astrali. In diverse occasioni il film pareva sul punto di realizzarsi e poi succedeva qualcosa che mandava tutto all’aria e bisognava ricominciare da capo. Per fortuna il progetto continuava a piacere a molti e quindi quando si ricominciava lo si faceva con forza. Ed è questo, credo, il motivo principale per cui un progetto poi alla fine vede la luce. La qualità del racconto, i mondi che riesce a creare, le emozioni che riesce a evocare, non solo in chi lo legge, ma anche in chi deve lavorarci per farlo diventare realtà”.

 

Il produttore premio Oscar Nicola Giuliano esamina i soggetti dei corsisti Tracce

 

Cosa consiglieresti a chi oggi vorrebbe cominciare il tuo stesso percorso, imparare a scrivere per il cinema?

Gli direi che il percorso che ho fatto io è uno dei tanti possibili, ma a conti fatti è stato anche l’unico che mi ha reso possibile ciò che è venuto poi, che sta venendo e che verrà. Ho seguito i due corsi di sceneggiatura, di I e II livello, con Tracce. Lì ho avuto modo di imparare il mestiere mettendolo in pratica. Perché se vuoi fare lo sceneggiatore devi scrivere, continuamente. Puoi leggere tutti i manuali del mondo, ma l’unica cosa che poi devi, prima o poi, fare è sempre quella: scrivere. E se lo fai seguito da professionisti di livello (per me furono Sorrentino e Nicola Giuliano, e so che Sorrentino partecipa tuttora ad alcuni incontri con i ragazzi di regia, mentre Nicola legge tutti i soggetti e le sceneggiature scritte dai corsisti) tanto meglio. Ho imparato che si può scrivere da solo o insieme ma, indipendentemente da ciò, il parere altrui è sempre indispensabile, dei professori quanto anche dei tuoi colleghi. Lavori su qualcosa di concreto: il soggetto, che è la prima cosa che interessa ad un produttore.

 

Prima del Ladro di Giorni, Guido Lombardi è arrivato finalista al Premio Solinas già nel 2004 con il soggetto ‘Fate presto‘ che ha vinto nell’anno successivo con la Sceneggiatura di “Scarpe nuove”; entrambi i progetti sono stati sviluppati all’interno del corso Tracce.

Ha poi esordito nel cinema firmando insieme ad altri ventitré registi (tra cui Paolo Sorrentino, Roberta Serretiello e Bruno Oliviero) il documentario “Napoli 24”. È stato sceneggiatore e regista del lungometraggio “La-Bas”, selezionato alla Settimana della Critica della Mostra del cinema di Venezia del 2011 con il quale ha vinto il Premio Leone del Futuro per la migliore opera prima. La sceneggiatura di “La-Bas”, scritta anche in collaborazione con Luca De Benedittis, Marco Gianfreda ed Emanuela Moroni viene presentato alla Settimana della Critica durante la Mostra del Cinema di Venezia nel 2011 e vince la sua sezione e il Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentis”; inoltre viene nominato al David di Donatello come Miglior regista esordiente. A livello internazionale LA-Bas ha vinto il premio Flash Forward al Busan International Film Festival, in Corea del Sud.

Nel 2014 esce nelle sale Take Five che porta in concorso al Festa del cinema di Roma. Lombardi è autore anche di due romanzi, “Teste Matte”, scritto assieme a Salvatore Striano e “Non mi avrete mai” scritto con Gaetano di Vaio, che forse diventeranno dei film o forse no, ma quello che davvero conta è scrivere. Scrivere sempre.

 

Si tratta di un altro successo di Tracce, dopo dopo Un Nemico che ti vuole bene, anch’esso nato e realizzato da docenti Tracce.

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Un Nemico che ti vuole bene, il film di Denis Rabaglia, debutta al Festival di Locarno

 

Cosa succede se si ha a disposizione un killer professionista ma nessun nemico da uccidere? E’ il curioso e divertente spunto da cui nasce Un nemico che ti vuole bene, il film di Denis Rabaglia, regista italosvizzero e docente di Tracce, scritto dallo stesso regista assieme ad altri docenti della scuola come Heidrun Schleef e Luca De Benedittis.

 

Il film, girato in Puglia e in Svizzera lo scorso inverno debutta in prima europea sul prestigioso schermo del Festival del Cinema di Locarno, il 7 e 8 agosto nella sezione Piazza Grande e vede tra gli interpreti Diego Abatantuono, Antonio Folletto, Paolo Ruffini, Sandra Milo, Massimo Ghini, Antonio Catania e Ugo Conti.

 

Il film è ispirato a un racconto che a sua volta traeva spunto da un fatto vero accaduto durante gli anni ’70 nella Georgia sovietica. La storia di un killer in fin di vita che viene soccorso da un passante in bicicletta. Una volta in grado di mettersi in piedi, l’uomo scompare ma si ripresenta dopo un mese con la ferma intenzione di sdebitarsi con il passante che gli ha salvato la vita. E dato che di mestiere fa il killer, non può che pagarlo “in lavoro” e cioè uccidendo gratis qualcuno per lui.

 

“A questa vicenda dice Denis Rabaglia – che in origine è un thriller carico di suspense, abbiamo aggiunto un elemento buffo, divertente, senza però stemperare la tensione e conservando un forte elemento di mistero. Ci siamo chiesti cosa sarebbe successo se l’uomo a cui il killer offre la sua prestazione gratuita fosse un signore pacioso e tranquillo, in pace con se stesso e con il mondo che lo circonda e che sia convinto di non avere nemici di nessun tipo e dunque nessuno da uccidere. la sua risposta perciò non può che essere negativa. Ma anche il killer ha una sua convinzione: tutti abbiamo dei nemici, palesi o occulti e in quest’ultimo caso vanno scovati. E così il sicario comincia a indagare sulla vita del nostro protagonista, scoprendo cose che a lui erano ignote o che gli passavano sotto il naso”.

 

“Il film si può considerare nato durante le conversazioni tra i docenti di Tracce – dice Luca De Benedittis, fondatore della scuola assieme a Laura Soro – c’era Denis che era innamorato di questa storia e me ne ha parlato più volte, io ne ho parlato ad Heidrun che subito aveva pensato ad una black comedy, una vicenda drammatica ma con forti elementi da commedia. E alla fine si è convinto anche il produttore Attilio De Razza che ha deciso di essere nella compagine dei produttori, assieme a Andrea e Mauro Preti e Claudio di Mauro, decano dei montatori italiani e anche lui docente a Tracce, che ha anche montato il film.

 

Diego Abatantuono è il protagonista, il “salvatore” privo di nemici del killer, mentre Antonio Folletto impersona il sicario intenzionato a sdebitarsi, Sandra Milo è la mamma severa e “peperina” di Abatantuono e Massimo Ghini l’ex marito nonché amante della sua attuale moglie.

 

L’uscita in sala in Italia è prevista per il 4 ottobre 2018, distribuzione Medusa.