Parte a febbraio 2020 il Corso di Regia con Daniele Luchetti e Andrea Molaioli

Parte a febbraio 2020 la quinta edizione del Corso di regia cinematografica della scuola di cinema Tracce.

Il corso analizza in maniera completa l’esperienza del regista in relazione a tutti i reparti di una troupe cinematografica. Durante i mesi del corso, ogni corsista scrive la sceneggiatura di un cortometraggio, analizzata dai coordinatori e dai docenti, e viene affiancato nella preparazione, nelle riprese e nel montaggio finale del cortometraggio.

Continue reading “Parte a febbraio 2020 il Corso di Regia con Daniele Luchetti e Andrea Molaioli”

La detective triste e l’America disillusa. Omicidio a Easttown raccontata dallo sceneggiatore

Ci sono storie e sceneggiature per film e serie dove in primo piano c’è l’intreccio narrativo, la storia, mentre l’ambientazione, il luogo dove i personaggi vivono, va inevitabilmente in secondo piano, fa da sfondo.

 

In Mare di Easttown (Omicidio a Easttown, nella banale traduzione italiana), accade il contrario: la cittadina di Easttown nella contea di Chester in Pennsylvania, le sue villette a schiera in legno, le strade lunghe buie e desolate, i boschi dove usano radunarsi i ragazzi in fuga dal degrado e da una vita che offre all’apparenza ben poche opportunità, è in questa serie HBO, in onda su Sky, il vero protagonista della serie.

Sceneggiare un luogo: la Pennsylvania della crisi economica

 

Siamo nel Midewst americano, sulla costa nordatlantica. La Pennsylvania è uno degli stati americani maggiormente colpiti dalla crisi economica e dalla globalizzazione, che ha visto chiudere una dopo l’altro le sue fabbriche manifatturiere e le sue raffinerie di petrolio.

 

 

Lungo il fiume Delawere, che si inoltra in paesaggi boscosi di grande valore e bellezza naturalistica, sorgono diverse cittadine abitate da una working class da sempre abituata ad alzarsi la mattina per andare in fabbrica. Per generazioni: prima del figlio, c’era il padre, e il nonno che avevano cominciato a lavorare nell’industria dal dopoguerra. Greci, italiani, tedeschi, svedesi, danesi, erano tutti sbarcati con pochi soldi e tanti anni davanti di lavoro vero.

 

sceneggiatura serie omicidio a easttown

 

Negli ultimi vent’anni almeno la situazione si è rovesciata. Le industrie hanno chiuso, la desertificazione economica è avanzata dovunque, si è fatta strada una disillusione spietata e una paura incessante del futuro. Anche per questo, nel 2016 la Pennsylvania ha voltato le spalle ai Democratici e ha votato in massa Donald Trump che prometteva il ritorno non agli splendori, ma almeno ad un posto di lavoro e un futuro.

 

Sceneggiare il risentimento

E sono proprio la disillusione e il risentimento dovuta alla crisi economica e il futuro che non è più una prospettiva a cui tendere ma un nemico che ti attende sulla riva del fiume, ad essere penetrati nell’animo di tutti i personaggi di questa serie, a cominciare dalla protagonista, Mare Sheenan interpretata da una Kate Winslet capace di donare alla sua detective tutta quella tristezza e risentimento di cui la serie è pervasa.

 

 

“Ero molto interessato al personaggio di Mare – dice il creatore della serie, lo sceneggiatore Brad Ingelsby – Ho un amico sulla costa orientale che è un poliziotto e un giorno stavo parlando con lui, e mi stava raccontando della sua vita da agente. Mi ha detto che erano in undici a lavorare in una centrale che è un ex stazione ferroviaria riconvertita, con un solo detective che lavora con loro e si occupa di tutti i casi. Adesso sembra un milione di anni fa, ma in realtà era solo il 2018″.

 

Brad Ingelsby

“Sapevo di voler scrivere una storia su una donna di nome Mare che è l’unico detective in una piccola città. Una volta era un’eroina, ma ora la città sta iniziando a rivoltarsi contro di lei perché non può risolvere un caso di una ragazza scomparsa. In lei e attorno a lei ci sono molte crisi esistenziali e perdite personali. Avevo quindi una idea su Mare ma non sapevo quale fosse la storia intorno a lei. Poi, quando ho iniziato a popolare questo luogo con questi altri personaggi, mi sono interessato a loro e ho capito che tutte le storie personali che li riguardavano erano intense e speciali per ognuno di loro. ma ho capito anche che non avrebbe funzionato in un film di due ore, la portata della storia era più grande”.

 

Una delle storie di Mare riguarda la sua giovinezza. In città la ricordano per il suo canestro incredibile durante una partita di basket. Da quel momento la chiamano Lady Hawk. Però poi le cose cambiano con gli anni.

 

 

“Sono cresciuto in un clan sportivo: mio padre era un giocatore di basket, mio fratello giocava a baseball e conosco molte persone che hanno giocato a baseball nelle minor league. Quindi sono molto interessato a ciò che accade dopo i “giorni di gloria” e Mare è molto interessata a quei giorni della sua vita. La domanda che arriva poi è: come cambiano le cose quando finiscono i giorni di gloria e la vita sembra essersi infilata in un vicolo cieco?“. Che è la storia di Mare, ma è anche la storia di questa comunità, di questo stato americano. Tornare dove si era prima. Non è possibile e per questo il risentimento e la tristezza assalgono tutti e tutto”.

Serie e sceneggiatura: Brad Ingelsby

Brad Ingelsby è nativo di quei luoghi e ci è cresciuto fino alla maggiore età, il che ha consentito quella verosimiglianza e vicinanza con una terra diventata dolente, che è una delle chiavi della serie.

“Sono nato a Berwyn, a poca distanza dalla contea di Chester, e sono cresciuto con molte donne nella mia vita. Ho molte zie, oltre a mia madre e le mie sorelle. Il giovedì sera, a casa di mia nonna, mia madre e tutte le sue sorelle erano in cucina, a chiacchierare e spettegolare, e uscivamo insieme. Sono cresciuto con un sacco di donne forti e incredibili. Essere cresciuto lì aiuta molto. Conoscere i ritmi e i riti della vita in questa parte così specifica del Paese aiuta a renderlo convincente. Nel quartiere in cui è cresciuta mia moglie, suo zio abita l’ vicino e sua zia un paio di case più in là e si riuniscono tutti per la pizza, ogni venerdì. Aver vissuto una ambientazione di persona aiuta a renderla più onesta”.

 

 

In città tutti conoscono tutti. Troviamo la detective Sheenan alle prese con un omicidio, una giovane ragazza madre, trovata cadavere sul greto del fiume. Nei confronti della detective però non c’è empatia o sostegno come ci si aspetterebbe, ma al contrario c’è molta disillusione sull’operato della polizia. Da più di un anno è scomparsa una ragazza e la comunità ritiene che la polizia – e la detective Sheenan – abbiano fatto poco e niente per trovarla e salvarla. Successivamente si scoprirà anche il motivo di un dolore lancinante e intenso che Mare porta dentro di sé, che ha a che fare con il figlio e anche con la madre.

 

Sceneggiatura significa amare i propri personaggi

“Mare è una poliziotta che mi piace tanto. Amo le relazioni madre-figlia e Mare è allo stesso tempo figlia di sua madre e madre di sua figlia. Fin dalle prime bozze della sceneggiatura, volevo avere quattro generazioni in una casa, se includi Drew, il bambino. In termini di narrativa, avere queste tre generazioni di donne sotto lo stesso tetto è stato davvero interessante per me. Ognuno ha i suoi problemi. Siobhan ha molto risentimento. Mare ha molto risentimento. Helen e Siobhan sono nella stessa squadra. Sembrava un terreno ricco da esplorare. Li amo tutti, in modi diversi. Amo Siobhan per la sua grinta. Amo Helen perché c’è qualcosa in lei che mi ricorda mia nonna, in molti modi. Era una donna dura, ma si è davvero addolcita, nel corso degli anni, a causa della tragedia che ha attraversato. Alla fine queste donne devono unirsi e deve esserci una riconciliazione, ma come si guadagna quel livello di fiducia tra queste tre donne, che forma avrà e come si presenterà questo ramo d’ulivo tra loro, non si sa”.

Sceneggiare il personaggio e poi affidarlo

“Ho adorato scrivere il personaggio di Mare, amo il fatto che sia una dura e penso che sia un poliziotto fantastico e anche un’amica. Ci sono momenti in cui non ti piace, ma fai sempre il tifo per lei. Poi arriva il momento in cui dai il tuo personaggio ad un attore che lo fa suo. È un momento cruciale, stai rinunciando a una tua proprietà per affidarla a qualcun altro. Quello che ha fatto Kate è stato meraviglioso. Ha saputo elevare Mare in modo incredibile. Ha approfondito il personaggio e si è dedicata a immergersi emotivamente in ciò che questo personaggio aveva passato. Alcune delle scene più forti sono quando parla con la terapista, un’altra donna di cui intuisci la presenza e la personalità. Ma Kate è riuscita anche in altro, a conferire a Mare anche un certo umorismo, a portare un po’ di leggerezza per bilanciare la sua oscurità”.

Il background di uno sceneggiatore

Brad Ingelby si è diplomato al liceo a Radnor. Dopo non sapeva bene cosa fare e il padre gli disse che poteva andar bene prendersi un po’ di tempo per deciderlo ma intanto un qualche lavoro avrebbe dovuto farlo. Così si è trasferito nella vicina cittadina di Villanova dove ha scoperto l’interesse per la scrittura cinematografica.

 

“Ho sempre avuto un profondo interesse per i film, ma non avevo idea di volerli scrivere fino a quando non ho frequentato un corso di sceneggiatura nel mio primo anno a Villanova, ed è stato allora che ho scoperto questa passione. C’era questo negozio di noleggio VHS a Berwyn chiamato Movies Etc. E avevano l’offerta 10x10x10: 10 film per 10 giorni per 10 dollari, purché non fossero nuove uscite. Ho sfogliato il catalogo e c’erano i migliori film di tutti i tempi e ho noleggiato tutti quelli su cui potevo mettere le mani. E mi sono iscritto ad un corso di scrittura.

 

Le prime reazioni al corso: “Sono stato attratto dagli studi sui personaggi, come Mean Streets, Breaking Away e Stand By Me. Quando è uscito Boogie Nights, credo di averlo visto sei volte a teatro. Ho pensato che fosse la cosa migliore di sempre. Dopo il corso a Villanova, sono andato all’American Film Institute di Los Angeles e ho dovuto presentare due sceneggiature come tesi. Dopo l’AFI, sono tornato all’Est e stavo vendendo assicurazioni con mio padre quando ho ricevuto un’e-mail da un amico che è andato all’AFI ed è diventato dirigente di una società cinematografica. Gli ho mandato la sceneggiatura di Out of Furnace (Il Fuoco della Vendetta, in italiano), una delle due sceneggiature che avevo presentato all’AFI, ho trovato un agente e in poche settimane è stata venduta per 600.000 dollari, una cifra astronomica per me che stavo vendendo assicurazioni. Inizialmente doveva essere con Leonardo DiCaprio, ma il casting finale era composto da Christian Bale, Casey Affleck e Woody Harrelson”.

 

 

Da allora Brad si è trasferito a Los Angeles, la città inevitabile per chi scrive per il cinema. “Per essere nel mondo del cinema, devi essere a Los Angeles. Questo è sicuramente quello che mi ha detto il mio agente dopo aver venduto la prima sceneggiatura, quindi mi sono trasferito. Ma come scrittore, la tua valuta è un buon materiale, e se puoi scriverlo sulla costa orientale o occidentale o in Cina, a nessuno importa”.

La difficoltà dello scrivere. Come si comincia e come si finisce?

“Non sono particolarmente bravo a dare consigli di scrittura agli aspiranti sceneggiatori. Quello che ho imparato negli anni è che ciò che funziona per me come scrittore non funziona molto per gli altri, e viceversa. Non conosco mai tutte le mosse quando inizio una sceneggiatura. So solo dove inizia emotivamente e dove finisce, sempre emotivamente. Devi ascoltare il tuo personaggio mentre scrivi. I personaggi ti parlano. Molti scrittori credono nei contorni. io sono l’opposto. Non voglio essere incatenato a un contorno. Ho solo bisogno di sapere dove inizio e dove finisco.

La tranquillità aiuta la scrittura?

“Un amico scrittore mi ha suggerito di affittare un ufficio per sfuggire alla mia casa rumorosa. Aveva fatto miracoli per la sua creatività. La calma! La fuga! La vita indisturbata! Ho voluto provare e ho trovato un annuncio su Craigslist. Il proprietario di un’azienda di test ambientali stava ridimensionando e poteva offrirmi uno spazio nel suo edificio. L’ufficio non era molto: quattro mura, una finestra, varie mappe topografiche alle pareti e… un sacco di formiche. Entravo alle 6 ogni mattina, aprivo il computer e mi sedevo lì. Per lo più ho guardato i flussi silenziosi delle formiche. A volte ascoltavo le sessioni di gruppo della struttura di riabilitazione dalla droga della porta accanto o Jan, il mio vicino, che parlava di una sorella che era malata. Quello che non ho fatto è stato scrivere“.

 

“La mia esperienza con la scrittura è che raramente implica sedersi a una scrivania e digitare. Per me la scrittura avviene solo alla fine di qualcosa, quando una scena è stata concepita, analizzata, montata, ottimizzata, messa a fuoco e infine decisa. Questo processo avviene nella mente mentre passeggio, meditando sulle ombre, fissando l’erba, i fiori o le farfalle, o guardando i miei figli che rimbalzano sui trampolini o giocano a palla. Non avevo bisogno di un ufficio per tutto questo. In effetti, l’ufficio ha rimosso l’ambiente che traboccava di ispirazione. Dopo due mesi ho detto al padrone di casa che non funzionava e, no, non aveva niente a che fare con le formiche.

Conosci il tuo finale

L’unico consiglio di scrittura che posso offrire agli aspiranti scrittori è questo: conosci il tuo finale. Ho scoperto che quando so dove inizia e dove finisce una storia, emotivamente, ho il coraggio di iniziare a scrivere. Quando i personaggi sono a posto, il centro del racconto diventa un parco giochi di sperimentazione, scoperta e rivelazione in cui i personaggi parlano, cambiano, crescono ed evolvono. Ma quelle due ancore, come inizia e come finisce, sono sempre ben presenti in me, e fanno in modo di non farmi mai deviare dalla traiettoria di volo, perché la pista di atterraggio, anche se distante, è sempre ben visibile.

Daniele Luchetti inaugura la V edizione del corso di Regia di Tracce. Ultimo posto disponibile

Con una lezione introduttiva su sceneggiatura e regia, lunedì 17 febbraio 2020 Daniele Luchetti inaugura la quinta edizione del Corso di regia cinematografica della scuola di cinema Tracce.

Continue reading “Daniele Luchetti inaugura la V edizione del corso di Regia di Tracce. Ultimo posto disponibile”

Corso base di sceneggiatura, ultimi posti disponibili. Si parte il 22 ottobre 2021

Corso di sceneggiatura roma

La XXIX edizione del Corso di sceneggiatura di primo livello, inaugurata come sempre dal produttore Indigo film Nicola Giuliano, inizierà venerdì 22 ottobre, a partire dalle 16, presso la galleria fotografica TAG, Tevere Art Gallery, in via di Santa Passera 25, a pochi passi da piazza Meucci, nel tratto iniziale di via della Magliana.

 

L’incontro è organizzato per tenersi in presenza, rispettando le disposizioni anti-covid, presso una sede che possiede ampi spazi all’aperto e, all’occorrenza, anche al chiuso. Ma la decisione finale se confermare la lezione in presenza o approntare un incontro a distanza sarà presa un paio di settimane prima della data prevista.


Il corso di primo livello, giunto alla XXIX edizione, fornisce le nozioni teoriche e tecniche basilari per la costruzione e lo sviluppo di una idea per il cinema o per la tv e ne prevede la realizzazione di tutte le fasi, per giungere alla scrittura di un soggetto cinematografico pronto per essere visionato da un produttore.

Trovare una idea per il cinema e svilupparla

Durante il corso gli allievi apprendono le modalità e le tecniche sul come si individua una idea valida per il cinema (quindi riconoscendo e scartando quelle non idonee), come si struttura la prima versione dell’idea, come si inventano i personaggi, come si realizza un intreccio, come si definisce la posta in gioco che permette alla storia di essere credibile agli occhi del lettore/spettatore, come si struttura il racconto, dove come e perché si posizionano gli snodi narrativi e i colpi di scena, come si distribuisce la tensione necessaria, come si realizza un montaggio già nel testo, il tutto durante lezioni ed esercitazioni pratiche finalizzate ad arrivare al termine del corso con un soggetto da presentare ad un produttore, tramite quello che viene definito “pitch“, ovvero la presentazione in poche ma efficaci parole della storia realizzata.

I docenti del corso

I docenti del corso sono celebri sceneggiatori, registi e tecnici del cinema italiano.

 

Graziano Diana (Un Eroe Borghese) e Heidrun Schleef “(La stanza del figlio e Il Caimano), insegnano i fondamenti della scrittura per il cinema: l’idea, i personaggi, l’intreccio, la struttura in tre atti.

 

corso di sceneggiatura roma graziano diana
Graziano Diana sul set di “Il Commissario”, fiction tv per Mediaset

 

I registi Denis Rabaglia (Un amico che ti vuole bene), Andrea Molaioli (La ragazza del lago e Suburra la serie) e Daniele Luchetti (Il Portaborse, Momenti di trascurabile felicità), insegnano le tecniche sul punto di vista, sulle ambientazioni, i dialoghi, la messa in scena.

 

corso di sceneggiatura roma andrea molaioli
Andrea Molaioli, regista di “Suburra la serie” e La “Ragazza del lago”

 

Il critico cinematografico Mario Sesti spiega agli allievi la composizione delle immagini e delle scene, attraverso una lunga carrellata delle più significative scene della storia del cinema.

 

 

Il montatore Claudio Di Mauro spiega come si aggiunge linguaggio, senso e tensione al racconto tramite il montaggio.

 

Lo story editor Gino Ventriglia spiega come si concepisce una storia che sia idonea a catturare l’interesse degli story editor, figura professionale che seleziona e sceglie i progetti che vengono realizzati per l’industria cinematografica e televisiva.

Masterclass del premio Oscar Nicola Giuliano

Iniziano e chiudono il corso due lezioni masterclass di Nicola Giuliano, produttore premio Oscar per La Grande Bellezza.

 

Nella prima lezione Giuliano spiega cosa interessa e cosa cattura l’attenzione di un produttore cinematografico, come deve essere realizzato un soggetto, i trucchi del mestiere e gli errori da evitare.

 

Nell’ultima – e spesso memorabile per molti allievi – lezione, Giuliano esamina uno per uno tutti i soggetti scritti in quella che è la simulazione più vicina al reale su come si svolge un colloquio produttore-autore nella realtà di tutti i giorni.

 

corso sceneggiatura roma nicola giuliano
Il premio Oscar Nicola Giuliano, produttore per la Indigo Film

 

Il corso di sceneggiatura di primo livello è indicato per chi ha una forte motivazione per lo scrivere storie per il cinema (ma anche per avvicinarsi a questo mondo insieme a professionisti del settore) e desidera mettersi in gioco personalmente compiendo un percorso composto da lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche da fare sia in aula che a casa, rispettando precise tappe di lavorazione (che è poi il normale andamento del lavoro di uno scrittore) e per questo l’ammissione al corso è subordinata ad un colloquio, gratuito e senza impegno, con i responsabili della scuola, Laura Soro e Luca De Benedettis, finalizzato a riscontrare effettivamente la presenza degli indispensabili presupposti, passione e determinazione, per frequentare con profitto il corso.

 

Se ami il cinema e vuoi apprenderne la formazione di base assieme ai migliori professionisti, questo è il tuo corso.

 

Il corso si tiene a Roma. Maggiori dettagli nella pagina del programma del corso. L’iscrizione è subordinata ad un colloquio per accertare le necessarie motivazioni.

 

Utilizza il modulo sottostante per maggiori info o per fissare un colloquio con Laura Soro e Luca De Benedittis, tutor del corso.

 

Il tuo nome e cognome

La tua email

Oggetto:

Il tuo messaggio

Come vengono utilizzate queste informazioni?
Tracce S.N.C. utilizza le informazioni rilasciate mediante questo modulo secondo il regolamento UE 2016/679 e con i seguenti criteri:
Tutti i dati del modulo raccolgono informazioni che vengono inserite nel nostro database e conservate per un tempo limitato, con l'unica finalità di ricontattare la persona che ha compilato il modulo, in nessun caso cedute a terzi.
In qualsiasi momento, chi ha compilato il modulo può contattare Tracce e:

  • richiedere copia e/o modifiche del record di database che corrisponde alla propria registrazione mediante tale modulo;
  • richiedere l'immediata cancellazione del record di database che corrisponde alla propria registrazione mediante tale modulo;

I dati forniti mediante tale modulo saranno conservati da Tracce solo nei seguenti casi:

  • se chi ha compilato il modulo sottoscrive un contratto di fornitura di servizi a cura di Tracce, a soli fini fiscali.

Per contattare Tracce:
[ info@traccesnc.it ]

Per ulteriori informazioni: Privacy policy


 

Lezioni in quarantena, i corsi di Tracce sono temporaneamente online

La scuola di cinema Tracce si adegua alle normative sull’emergenza Coronavirus e dall’inizio di marzo tutti i corsi attualmente in atto, Sceneggiatura I e II e Regia, sono passati in modalità online, attraverso apposita piattaforma di videoconferenza.

Tutte le lezioni previste si svolgono e si svolgeranno regolarmente nei giorni indicati o in altri giorni se concordati direttamente tra corsisti e docenti.

 

Anche i corsi attualmente in preparazione, Sceneggiatura I e II che cominceranno rispettivamente a giugno e maggio 2020 saranno in videoconferenza.

Continue reading “Lezioni in quarantena, i corsi di Tracce sono temporaneamente online”

La Indigo di Nicola Giuliano va a Venezia con tre film

Indigo Film, la casa di produzione cinematografica fondata da Francesca Cima e Nicola Giuliano, docente di sceneggiatura ai nostri corsi, è presente alla Mostra del cinema di Venezia con ben due film e un documentario.

Si tratta di E Qui Rido io, di Mario Martone, Lovely Boy di Francesco Lettieri e il documentario Ezio Bosso – Le cose che restano, di Giorgio Verdelli, incentrato sulla biografia del grande musicista recentemente scomparso.

E Qui rido io, di Mario Martone

Il film racconta la vita di Eduardo Scarpetta, celebre commediografo napoletano, autore di commedie come Miseria e Nobiltà, e padre naturale dei tre fratelli De Filippo. “Uno sforzo produttivo importante – dice Nicola Giuliano – per l’ambientazione, i costumi, le scene di massa e la ricchezza del cast. Per noi è il terzo film prodotto con Martone dopo Capri Revolution e Il Sindaco del Rione Sanità, peraltro tutti presentati a Venezia”.

Lovely Boy di Francesco Lettieri

Il film racconta l’ascesa, la caduta e la risalita di un giovane musicista trap, il genere preferito dagli adolescenti di questo secondo decennio. “Lettieri ha 35 anni, ed è il più giovane dei tre registi che portiamo al festival. Il protagonista, interpretato da Andrea Carpenzano, conosce un successo immediato e fulmineo quanto breve e una volta terminato spronfonda in un abisso di autodistruzione, dal quale tenterà di uscire. Mi sono convinto a produrre il film dopo aver letto la sceneggiatura dello stesso Lettieri e di Peppe Fiore, che riescono rendere interessante anche un mondo, come la musica trap, che alla maggior parte della gente adulta suscita estraneità se non repellenza. Chiunque abbia più di 19 anni trova quel genere incomprensibile, gli stessi miei figli ascoltano quella musica e io non la capisco. Eppure se migliaia di ragazzi la seguono, qualcosa di interessante dovrà pur esserci e Lettieri saprà far entrare gli spettatori anche in quel mondo, come ha fatto col film precedente, Ultrà.

Ezio Bosso, Le cose che restano, di Giorgio Verdelli

“Ero amico di Bosso fin da quando scrisse le musiche de Il Ragazzo invisibile, di Gabriele Salvatores. Un grande musicista che nella sua breve esistenza riuscì a vivere molte vite: rocker, bassista, pianista, direttore d’orchestra. Nonostante facesse musica colta era adorato come una popstar. Ho voluto produrre il film in quanto Verdelli, già autore del documentario su Paolo Conte, Via con me, sa costruire una narrazione, cosa affatto non scontata, per i documentari. Riesce a organizzare un racconto forte e allo stesso tempo fruibile e sa come mettere a proprio agio i musicisti, che riconoscono in lui una persona competente, che sa di musica”.

E Qui Rido io uscirà subito dopo Venezia, mentre Il documentario su Bosso andrà in sala ai primi di ottobre, nello stesso periodo di Lovely Boy che poi andrà su Sky.

Sviluppare un’idea per un thriller. Parte a giugno 2020 il nuovo corso online di Tracce

Sviluppare l’idea per un thriller in cinque lezioni online

Come si concepisce una idea per un thriller è l’oggetto del nuovo corso online di Tracce in partenza a giugno 2020

Scena del crimine, tecniche di indagine, interrogatori, psicopatologie e moventi. Tutto quello che c’è da sapere per concepire un’idea per un giallo/thriller che sia credibile e ben congegnato. Il corso, tenuto da sceneggiatori e criminologi, insegna le tecniche di base sia per sviluppare una idea per il cinema, sia per specializzarla in ambito thriller psicologico.  Continue reading “Sviluppare un’idea per un thriller. Parte a giugno 2020 il nuovo corso online di Tracce”

Graziano Diana: “I Bastardi sono quegli italiani che non si arrendono”

Il gruppo di poliziotti del Commissariato di Pizzofalcone, a Napoli, torna con una nuova stagione, la terza, questa volta senza il supporto di un libro da adattare, ma con storie originali, create appositamente dall’autore, Maurizio De Giovanni, assieme a Dido Castelli e a Graziano Diana, nostro docente ai corsi di sceneggiatura e al quale abbiamo chiesto di raccontarci questo progetto, anche dal punto di vista della tecnica di scrittura di una serie.

 

sceneggiatura-serie-bastardi-pizzofalcone
Un frame della serie: I Bastardi di Pizzofalcone

Graziano, con i Bastardi di Pizzofalcone eravamo rimasti alla fine della seconda stagione, una fine col botto, in senso letterale, visto che al gruppo di poliziotti veniva fatto un attentato con una bomba. Ci racconti come sei stato coinvolto in questo progetto, e come ti ci sei trovato?

 

Questa stagione, a differenza delle prime due che erano tratte dai libri di Maurizio De Giovanni, vede la creazione di storie originali, visto che i libri da adattare erano finiti. Quella dei Bastardi è una saga che mi piace molto, sono un lettore dei libri di De Giovanni e uno spettatore delle serie, perciò quando da Raiuno è arrivata la proposta di entrare nel gruppo degli sceneggiatori, assieme naturalmente a De Giovanni, mi ha fatto molto piacere, avevo delle idee e le ho portate volentieri all’attenzione degli altri autori.

 

sceneggiatura graziano diana bastardi pizzofalcone
Graziano Diana sul set (foto Pagina Facebook)

Gli autori sono sei, oltre a te e a De Giovanni e Castelli ci sono Francesca Panzarella, Salvatore Basile, Angelo Petrella e Paolo Terracciano. Come ci si organizza quando gli scrittori sono in gruppo?

 

Per una serie è necessario partire dal soggetto di serie che abbraccia tutte le puntate e poi dai soggetti delle singole puntate, per i Bastardi sono sei puntate da cento minuti ciascuna, praticamente sei film. De Giovanni, Castelli e io abbiamo scritto sia la linea orizzontale che le sei verticali. Gli altri hanno poi scritto le singole sceneggiature.

 

Ci racconti come si scrive per le serie?

 

Ogni serie ha due linee di racconto. Una cosiddetta orizzontale, che abbraccia tutta la stagione, nella quale racconti i personaggi, i caratteri, le reazioni di ogni singolo personaggio agli accadimenti e le conseguenti evoluzioni, prese di coscienza, sviluppi esistenziali. La linea verticale invece sono le singole puntate, in questo caso 6, una per ogni puntata. Quando si scrive per una serie quindi devi tenere presente sia l’andamento della singola puntata, sia l’andamento narrativo-esistenziale dei personaggi lungo tutta la serie. Nel caso dei Bastardi poi, le singole puntate sono tutte storie a sé, dei classici gialli che vanno a conclusione in ogni puntata. Si tratta di gialli classici, da risolvere attraverso l’investigazione alla quale può partecipare anche lo spettatore, se riesce a trovare e unire i singoli elementi che ci siamo divertiti a disseminare lungo la trama, come nei gialli di una volta. E se vogliamo dirla tutta, non solo ci sono sei gialli “verticali”, ma anche uno “orizzontale”, perché i Bastardi vengono da un attentato ai loro danni, attentato di cui dovranno scoprire mandante e movente e ci metteranno tutta la stagione per risolverlo.

 

Siete dei professionisti, ma c’è da impazzire nel tenere i fili narrativi di tutte le storie…

 

Si chiama architettura narrativa ed è un ambito della scrittura che mi piace particolarmente, mi ci dedico con piacere, mi diverto a creare incastri e a trovarne sempre di nuovi, ogni volta è una emozione per la scoperta di una possibilità a cui non avevo pensato e che quando mi viene in mente, mi procura sorpresa e gioia.

 

Monicelli raccontava che scrivere con i suoi colleghi si risolveva il più delle volte in giornate passate a commentare i fatti del giorno, e poi a fine giornata dividersi il lavoro. Funziona così anche con De Giovanni?

 

Un po’ si, lui è una persona divertente, molto creativa, molto immaginifica, ed è molto legato alla sua città, Napoli, dalla quale trae spunti, pezzi di trama, abbozzi di personaggi, che poi sta a noi raccogliere e sviluppare, mettendoci nel nostro. E anche con lui si chiacchiera molto, ma chiacchierare spesso è un modo per mettersi in sintonia, per poi procedere con l’invenzione che viene più facile stando tutti sulla stessa lunghezza d’onda.

 

Come gestivate le inevitabili discussioni e divergenze?

 

Più che discussioni, ci sono diverse sensibilità, a volte diversi pareri su come procedere in qualche snodo narrativo, più sui risvolti psicologici dei personaggi che sulle trame, ma in generale c’è molta sintonia comune, quindi il lavoro procede spedito. De Giovanni così come Dido Castelli e io, apparteniamo alla categoria degli “sceneggiatori parlanti”.

 

Ci sono sceneggiatori taciturni anche nei gruppi di scrittura?

 

Certo. Ruggero Maccari, il cosceneggiatore di Ettore Scola, ad esempio. Ho lavorato con loro e ricordo che mentre tra Scola e Furio Scarpelli potevano esserci lunghissimi discorsi e non di rado anche discussioni accese e finanche litigi e parolacce, Maccari era praticamente muto. Non parlava mai e quello che pensava lo scriveva. Ogni sceneggiatore ha le sue caratteristiche. Con De Giovanni, c’è un bel clima. Ma comunque calcola che io, noi, siamo dei privilegiati.

 

Privilegiati in che senso?

 

Che ci vediamo, come un gruppo di amici, a casa di qualcuno e scriviamo chiacchierando e chiacchieriamo scrivendo, ma è un metodo che purtroppo si avvia a scomparire. Adesso anche in Italia nelle serie si usa sempre più il metodo americano, la Writers Room, un gruppo di giovani scrittori con un Head Writer che li coordina e con loro che ogni tot di tempo devono portare le scene, uno sviluppo, un pezzo di soggetto, tutto molto standardizzato, che non so quanta creatività possa garantire in un processo così serrato.

 

Ti è mai capitato di stare in una Writers Room?

 

No, non ancora, ma diciamo che non sono entusiasta di provare, né nell’esserci né nel coordinarla, è un metodo che non so quanto possa funzionare con me, e comunque tendo a scegliere progetti dove si scrive alla vecchia maniera. Almeno fino a che potrò farlo.

 

Il tuo cinema spesso ha riguardato storie e personaggi di italiani con una forte etica, e spesso da soli nell’affrontare le sfide. Come ti sei trovato con questi Bastardi e quanto assomigliano al tuo cinema?

 

Si somigliano parecchio, sono simili a grandi personaggi della nostra storia, come l’avvocato Ambrosoli, o Libero Grassi. Italiani che hanno dentro un’anima etica molto forte, poco o per nulla disposti a compromessi, ai soliti accomodamenti tipici della nostra società e che per questo si ritrovano soli, non aiutati da chi dovrebbe affiancarli e supportarli. Ma loro testardamente vanno avanti, perché hanno dentro una forte motivazione, principi rigorosi a cui non possono rinunciare e per questo vanno avanti sempre, caparbiamente. Questi Bastardi assomigliano molto a questo tipo di italiani e perciò mi stanno particolarmente simpatici.

Sviluppare un’idea per il cinema. Parte a giugno 2020 il nuovo corso online di Tracce

Come si concepisce una idea per il cinema è l’oggetto del nuovo corso online di Tracce in partenza a giugno 2020

Sviluppare l’idea per un soggetto in cinque lezioni online

Molto spesso un errore che si compie è quello di cominciare a scrivere un soggetto senza avere chiari prima personaggi e obiettivi, ambientazione, punto di vista, il tema e idea di finale. Continue reading “Sviluppare un’idea per il cinema. Parte a giugno 2020 il nuovo corso online di Tracce”

I docenti Tracce Daniele Luchetti e Heidrun Schleef premiati al Globo d’Oro 2021

Migliore regia a Daniele Luchetti per il film Lacci. E migliore sceneggiatura a Heidrun Schleef (assieme a Michael Zampino e Giampaolo Rugo) per lo script del film Governance.

 

I nostri due docenti ai corsi di sceneggiatura e regia vincono il Globo d’Oro, il premio assegnato dall’Associazione della Stampa Estera in Italia, votato da una giuria composta da più di cinquanta corrispondenti stranieri in Italia.

 

«Siamo rimasti meravigliati dalla qualità dei film in concorso quest’anno – commentano i direttori artistici del premio, Claudio Lavanga e Alina Trabattoni – nonostante le difficoltà e limiti che le restrizioni del covid hanno causato sui set di tutta Italia. I film in concorso quest’anno ci hanno fatto sognare, ridere, piangere e pensare. Ancora una volta il cinema è stato il mezzo per eccellenza per l’evasione, in un momento in cui staccarsi dalla realtà, anche solo per due ore, è terapeutico e necessario».

 

Governance, diretto da Michael Zampino è un thriller incentrato sulla fame di potere che perseguita il protagonista, amministratore (oggi si dice CEO) di un’anzienda petrolifera che non accetta di essere estromesso dal ruolo di comando e mette in atto un piano per eliminare i suoi nemici, dovunque essi siano.

 

 

Lacci, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, racconta la storia di Aldo e Vanda, coniugi e genitori che crollano dopo troppi anni di vita in comune, lungo un periodo di quarant’anni dagli anni 80 ai giorni nostri.

 

Il premio per il Miglior Film va a Le sorelle Macaluso, diretto da Emma Dante, che trionfa anche nella categoria Migliore Attrice con la vincita ex aequo delle protagoniste Donatella Finocchiaro e Simona Malato. Ed è Kim Rossi Stuart a guadagnare il titolo di Migliore Attore, per la sua toccante interpretazione in Cosa sarà.

 

Guarda tutti gli altri premiati.