Al via il 30 ottobre 2020 il corso di primo livello di sceneggiatura. Prenota il tuo colloquio

Sono in corso selezioni, colloqui ed iscrizioni per la XXVIII edizione del corso di sceneggiatura di primo livello, il cui inizio è previsto per ottobre 2020.

 

Il corso si svolge, in presenza, nella sede di Tracce a Roma, rispettando le normative previste per il Covid: i corsisti sono distanziati e indossano la mascherine in ambienti sanificati. In caso di eventuali normative più stringenti, il corso potrebbe tenersi su piattaforma video, per poi ritornare in presenza appena possibile

 

Il corso fornisce le basi per la costruzione e lo sviluppo di un soggetto cinematografico. Gli iscritti, uniti spontaneamente in gruppi di due o tre persone, sono seguiti dai docenti in tutte le fasi della realizzazione dei soggetto che, alla fine del corso, vengono sottoposti al produttore Nicola Giuliano, premio Oscar per il film La Grande Bellezza.

 

Il Programma dettagliato:

  • L’idea narrativa e il tema. Il pitch
  • Il soggetto: arco narrativo e biografie dei personaggi
  • La struttura in tre atti
  • Il punto di vista. Il colpo di scena
  • La scaletta
  • Il trattamento
  • I trucchi del mestiere: suspense, rimonta
  • La sceneggiatura: i dialoghi
  • Proiezioni di film e analisi con l’autore
  • Esercitazioni scritte
  • Confronto tra la sceneggiatura di un film e il film girato e montato compiuto dallo stesso montatore.

Su questa pagina tutte le informazioni, i docenti, i costi. 

 

Per prenotare un colloquio conoscitivo, gratuito e senza impegno, compila il form sottostante oppure telefona al 349.72.66.758.

 

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    Daniele Luchetti, regista e docente Tracce premiato al Globo d’Oro 2021

    Daniele Luchetti, regista e docente di regia a Tracce vince il Globo d’Oro, il premio assegnato dall’Associazione della Stampa Estera in Italia, votato da una giuria composta da più di cinquanta corrispondenti stranieri in Italia.

     

    «Siamo rimasti meravigliati dalla qualità dei film in concorso quest’anno – commentano i direttori artistici del premio, Claudio Lavanga e Alina Trabattoni – nonostante le difficoltà e limiti che le restrizioni del covid hanno causato sui set di tutta Italia. I film in concorso quest’anno ci hanno fatto sognare, ridere, piangere e pensare. Ancora una volta il cinema è stato il mezzo per eccellenza per l’evasione, in un momento in cui staccarsi dalla realtà, anche solo per due ore, è terapeutico e necessario».

    Lacci, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, racconta la storia di Aldo e Vanda, coniugi e genitori che crollano dopo troppi anni di vita in comune, lungo un periodo di quarant’anni dagli anni 80 ai giorni nostri.

     

    Il premio per il Miglior Film va a Le sorelle Macaluso, diretto da Emma Dante, che trionfa anche nella categoria Migliore Attrice con la vincita ex aequo delle protagoniste Donatella Finocchiaro e Simona Malato. Ed è Kim Rossi Stuart a guadagnare il titolo di Migliore Attore, per la sua toccante interpretazione in Cosa sarà.

    Guarda tutti gli altri premiati.

     

    Attilio De Razza della Tramp vince il David di Donatello per “La Stranezza”

    Ad Attilio De Razza il secondo David di Donatello della carriera con “La stranezza”, che domina la serata dei premi di questa edizione dei David di Donatello 2023. Il film candidato in 14 sezioni si afferma per la migliore sceneggiatura di Roberto Andò (il regista), Ugo Chiti e Massimo Gaudioso, per il miglior costumista che è Maria Rita Barbera. E, infine, anche come miglior produzione per Bibi film, Medusa e Rai Cinema con De Razza sul palco dell’Oscar italiano a ritirare l’ambitissima statuetta.

     

    Attilio De Razza è uno dei soci della Tramp Limited, casa di produzione che collabora con Tracce e a cui la scuola sottopone i progetti migliori provenienti dai corsi di cinema.

     

    Sessant’anni di età e quaranta di attività nell’ambito del cinema con grandi successi come i film con Ficarra e Picone con i quali lavora per sei film cinematografici e due stagioni di serie tivù su Netflix. L’ora legale, per altro, vince anche un Nastro d’argento.

     

    I prossimi progetti: “Stanno per iniziare le riprese tra Catania e Roma del nuovo film di Natale con Ficarra e Picone”. A cui segue il film di sperimentazione, essenza del Cinema: “Tra ottobre e novembre si incomincia a girare “Non sarà per sempre così”, con riprese tra Milano e Roma, di Francesco Costabile, autore del film “Una Femmina” selezionato al Festival Internazionale del Cinema di Berlino”.

    Proteggiamo la creatività: l’importanza del copyright per sceneggiatori

    Nel mondo della creatività, il talento da solo non basta. Per costruire una carriera solida, non solo bisogna saper scrivere una sceneggiatura, ma anche imparare a proteggerla. È qui che entra in gioco Inkontri, una nuova realtà dedicata agli artisti emergenti e indipendenti che desiderano mettersi in gioco, crescere e collaborare.

    Inkontri: un terreno fertile per la creatività

    Inkontri nasce con l’obiettivo di creare uno spazio dove artisti di diverse discipline – scrittori, illustratori, sceneggiatori – possano incontrarsi, confrontarsi e crescere insieme. Il progetto punta non solo a offrire strumenti pratici, come consigli su portfolio, programmazione creativa e piattaforme di tutela del diritto d’autore, ma anche a costruire una rete di supporto umano e professionale.

    Più che un semplice percorso formativo, Inkontri si propone come un laboratorio di idee, dove la sperimentazione e la voglia di provare sono al centro. Perché, come dicono i fondatori, il successo non è sempre l’unica meta: a volte basta uscire di casa, partecipare a un evento e incontrare altre persone che condividono le stesse passioni.

    Il primo appuntamento: la tutela del copyright

    Il debutto di Inkontri è dedicato a un tema cruciale per ogni creativo: il diritto d’autore. Il 15 dicembre, presso lo Spazio Chroma (Via del Mandrione 103/89c, dalle 9:30 alle 16:30), si terrà un incontro gratuito con Gianluca Cannavale, referente di Patamu, una piattaforma specializzata nella tutela delle opere creative.

    Durante questa giornata, i partecipanti avranno l’opportunità di:

    • Scoprire come proteggere le proprie sceneggiature, disegni e opere creative da usi non autorizzati.
    • Imparare a utilizzare strumenti e piattaforme digitali per registrare e tutelare i propri lavori.
    • Fare rete con altri artisti emergenti e condividere esperienze e consigli.

    Per noi di Tracce, questo tema è particolarmente rilevante: scrivere una sceneggiatura è un lavoro complesso, ma altrettanto importante è sapere come salvaguardarla, garantendo così il rispetto del proprio talento e della propria fatica.

    Un invito agli artisti del futuro

    Se sei sceneggiatore o sceneggiatrice, regista in erba o semplicemente creativo/a in cerca di ispirazione e supporto, Inkontri è l’occasione giusta per metterti in gioco. Questo primo evento non è solo un’opportunità per apprendere nozioni fondamentali sul copyright, ma anche per scoprire una comunità di persone che, come te, cercano un terreno fertile dove crescere.

    La partecipazione è gratuita, ma il valore che potrai portare a casa è inestimabile. Non perdere questa occasione!

    Per iscriverti all’evento, compila il form qui

    Per maggiori informazioni e aggiornamenti sugli eventi futuri, segui Inkontri su Instagram sul sito.

    Corsi di Regia e Sceneggiatura Master di II livello in partenza ad aprile 2021

    Due nuovi corsi in partenza ad aprile per la Scuola di cinema Tracce

     

    Parte il 26 aprile 2021 la sesta edizione del Corso di Regia, come sempre coordinato da Andrea Molaioli, regista e sceneggiatore e che vede la presenza anche di docenti come i registi Daniele Luchetti, Denis Rabaglia e Antonio Capuano, il direttore della fotografia Vladan Radovic, i montatori Claudio Di Mauro e Annalisa Forgione, gli sceneggiatori Graziano Diana e Heidrun Schleef, il fonico Emanuele Cecere, lo story editor Gino Ventriglia.

     

    Corso di Regia Cinematografica

    Il Corso di Regia analizza in maniera completa l’esperienza del regista in relazione a tutti i reparti di una troupe cinematografica. Durante i mesi del corso, ogni corsista scrive la sceneggiatura di un cortometraggio, analizzata dai coordinatori e dai docenti, e viene affiancato nella preparazione, nelle riprese e nel montaggio finale del cortometraggio.

     

    Sono in corso le selezioni e le iscrizioni sono subordinate ad un colloquio e alla presentazione di materiale pregresso che dimostri una conoscenza di base sulle tecniche cinematografiche.

     

    Info e richieste di colloqui a questo link.

    Corso di sceneggiatura di II livello

     

    Fissato per il 24 aprile 2021 il Corso di Sceneggiatura di II Livello, (corso master), destinato a chi già ha frequentato il nostro corso base, o a chi già conosce le tecniche base della scrittura cinematografica e che quindi può affrontare questo percorso formativo che prevede la realizzazione di una sceneggiatura per lungometraggio da presentare al produttore Nicola Giuliano della Indigo Film.

     

    Il corso vede la partecipazione degli sceneggiatori Graziano Diana e Heidrun Schleef, lo story editor Gino Ventriglia, il montatore Claudio Di Mauro, il regista Andrea Molaioli, il critico cinematografico Mario Sesti, il regista Denis Rabaglia e due lezioni, una iniziale e una finale del produttore premio Oscar Nicola Giuliano, che spiega cosa si aspetta un produttore da una sceneggiatura, lezione fondamentale per uno sceneggiatore. Le selezioni sono in corso e le iscrizioni si effettuano su questa pagina.

    Hwang Dong hyuk racconta, idea, sviluppo e sceneggiatura di Squid Game

    Idea e sceneggiatura di Squid Game

    (attenzione, nel testo sono presenti alcuni spoiler). 

    Ho pensato per la prima volta a Squid Game tra il 2008 e il 2009. Non stavo lavorando a nessun film ed è stato un periodo finanziariamente difficile per me. Non avevo soldi per coprire le spese di soggiorno della mia famiglia e avevo bisogno di ottenere prestiti. Passavo molte delle mie ore libere nei negozi di manga, leggendo tutti i fumetti. E c’erano molti fumetti come “Battle Royale” e “Liar Game” che mostravano giochi di sopravvivenza con i partecipanti che rischiavano la vita per portarli a termine e mi sono sentito abbastanza disperato da chiedermi se io anche avrei mai potuto partecipare a giochi simili nella realtà, se ne avessi avuto la possibilità.

     

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    Daniele Luchetti inaugura il Corso di sceneggiatura “Scrivere un film”

    Sarà il regista e sceneggiatore Daniele Luchetti ad inaugurare il 16 giugno, la cinquantesima edizione del Corso di Sceneggiatura “Scrivere un film” della scuola di Cinema Tracce.

     

    Daniele Luchetti ha vinto come regista o sceneggiatore cinque David di Donatello, due Globi d’Oro, due IOMA, un Nastro d’Argento e molti altri premi internazionali.Nel 2011 ha ricevuto il premio come miglior regia al David di Donatello per il film La nostra vita. Dal 1988 al 2011 ha vinto 4 David di Donatello.

     

    Daniele luchetti corso di sceneggiatura scrivere un film
    Daniele Luchetti. (Credit Photo: la Biennale Venezia).

     

    Nella sua lezione introduttiva, una vera e propria Masterclass, Daniele Luchetti parlerà del ruolo dello sceneggiatore, di come si riconosce il talento, a come si inizia, da quali fonti e testi si attinge, come si comincia a scrivere e come si prosegue, rivelando segreti del mestiere, aneddoti e soluzioni derivanti dalla sua grande esperienza.

     

    Il corso di sceneggiatura “Scrivere un film”

     

    Da questa edizione il corso di sceneggiatura è stato completamente riorganizzato e per la prima volta comprende sia il corso finalizzato ad apprendere le tecniche base per scrivere un soggetto (ex corso di primo livello) sia il corso finalizzato ad apprendere le tecniche base per scrivere una sceneggiatura (ex corso di secondo livello).

     

    Il corso è quindi indicato sia per tutti coloro che desiderano apprendere le tecniche base della scrittura per il cinema, sia per chi desidera invece perfezionarle arrivando alla realizzazione di una sceneggiatura professionale.

     

    I docenti del corso sono gli sceneggiatori Monica Zapelli, Graziano Diana, Ruggero Dipaola, Mario Sesti, Gino Ventriglia e il produttore Premio Oscar 2014 Nicola Giuliano.

     

    Il primo modulo del corso dura circa cinque mesi. Il secondo modulo dura circa sette mesi.

     

    Le lezioni si tengono il sabato dalle ore 9.30 alle ore 13.30, ogni due settimane, che possono diventare anche tre settimane, quando i corsisti saranno impegnati nella stesura di soggetto, trattamento o sceneggiatura.

     

    In alcuni casi, che saranno preventivamente comunicati, la durata della lezione potrà essere di sei ore, dalle 9.30 alle 15.30.

     

    Per entrambi i moduli del corso (soggetto e sceneggiatura) ci sono ancora gli ultimi posti disponibili.

     

    Info e iscrizioni su questa pagina.

    Le lezioni di cinema Tracce nel distretto artistico Portuense 201

    Per dare forma alle idee e vita alle storie, serve anche il luogo giusto!

    E la scelta non poteva che ricadere sulla bellissima Galleria d’arte Label in via Portuense 201, dove teniamo i corsi di cinema della scuola Tracce.

    Portuense 201 è uno spazio multifunzionale situato nel cuore di Roma.

    Un ex vaccheria trasformata in un distretto culturale dove hanno sede studi e laboratori di diversa natura, oltre che mostre ed eventi: arte, architettura, design, visual, food design,cinema e artigianato.

    Un cortile silenzioso, un rifugio fuori dal tempo  dove ogni angolo ispira storie.

    Più che una sede, una vera e propria esperienza!

    Nicola Giuliano inaugura la XXVI edizione del nostro corso di sceneggiatura.

    Venerdì 30 novembre, alle 17.30, il produttore Nicola Giuliano, premio Oscar per La grande bellezza, inaugurerà la XXVI edizione del corso di sceneggiatura di primo livello Tracce, presso la sede della Indigo Film, in via Torino 135, a Roma. Selezioni ancora aperte. Ultimi posti disponibili.

    Tratto da una guerra vera. Come nasce Fauda, la serie che mette d’accordo arabi e israeliani

    Ci sono storie che si scrivono quasi da sole, quando ambientazione, personaggi, eventi e snodi narrativi sono già scritti e appaiono autentici perché lo sono. E qui la storia vera è quella di un ex agente dei servizi israeliani che decide di trarre un soggetto e una sceneggiatura dalla sua vita. Ed è così che nasce Fauda, serie Netflix ambientata nei territori occupati della Palestina.

    Graham Green diceva che i servizi segreti sono il subconscio delle nazioni. Cosa è realmente una nazione, la sua politica, la sua storia, le sue ossessioni, e soprattutto il suo futuro, non si vede nella realtà della superficie ma è necessario scendere in profondità, laddove operano, e soprattutto notando come operano, i suoi servizi segreti. E se questo è vero, Fauda, rappresenta il subconscio di due nazioni contemporaneamente.

     

    fauda serie sceneggiatura

     

    Siamo al confine tra Israele e la Cisgiordania. Il Mista’arvim, è una unità dell’esercito israeliano specializzato in operazioni sotto copertura nei territori occupati palestinesi. Il suo personale è composto da soldati israeliani in grado di passare per arabi. Oltre ad essere soldati scelti, parlano perfettamente l’arabo parlato dai palestinesi. E della Palestina ne conoscono storia, cultura e naturalmente conoscono perfettamente il Corano.

     

    Il loro compito è l’antiterrorismo e le loro attività consistono nel progettare, condurre e portare a termine operazioni sul campo, con l’obbligo, chirurgico, di non coinvolgere civili ed estranei. Quello che ne ricavano è una alternanza di vittorie e fallimenti, ma in tutti i casi, un senso di frustrazione e notevoli dosi di stress post traumatico, ma soprattutto una sensazione, condivisa con i loro antagonisti, di trovarsi in una situazione priva di vie d’uscita.

     

     

    Uno dei meriti della serie, tre stagioni su Netflix, la quarta in arrivo quest’anno, è quello di calare dentro lo spettatore in una realtà quotidiana di persone sempre più intrappolate in un conflitto più grande di loro, che li domina completamente, senza poter mai neppure lontanamente intravedere una soluzione.

     

    I personaggi sono tutti intrappolati: l’unità diretta dall’inquieto Doron, compie azioni le cui conseguenze spesso ricadono violentemente su di loro. Il loro governo è a sua volta prigioniero della ragione politica che spesso condanna al fallimento, militare e umano, la sua stessa unità. L’Autorità Palestinese è sempre più prigioniera del movimento Hamas, a sua volta prigioniero della sua ala militare, a sua volta prigioniero degli estremisti che arrivano da tutte le nazioni limitrofe, a cominciare da quelle a loro volta più destabilizzate, come la Siria.

     

    fauda serie sceneggiatura

     

    In mezzo a tutta questa “Fauda” (in arabo significa caos), si aggirano personaggi molto interessanti: il ribelle Doron (interpretato da Lior Raz, creatore della serie) capo unità sempre più scollegato dalla gerarchia militare e umanamente alla deriva, la dottoressa Shirin, medico all’ospedale di Ramallah divisa tra la lealtà palestinese e il desiderio di porre fine ad una lotta sempre più insensata che provoca morti e feriti in quantità industriali, la soldatessa Nurit, arrivata nell’unità con grande senso del dovere verso il proprio paese che vede sgretolarsi i valori in cui crede a cause delle azioni sempre più violente e inumane della sua squadra.

     

    E poi Walid, forse il personaggio più bello: diciassettenne verosimilmente privato della sua infanzia, luogotenente di un leader estremista palestinese e destinato ad assumere sù di sé tutto il peso di un popolo sofferente oltre ogni misura e sempre in bilico tra umanità e cupio dissolvi.

     

    fauda serie sceneggiatura

     

    “Cerchiamo sempre di trovare la somiglianza da entrambe le parti, tra la nemesi e l’eroe“, ha detto Lior Raz, il creatore della serie. “Ci sono somiglianze nel modo in cui si comportano, ma da una parte ci sono i terroristi, che uccidono persone innocenti e sono motivati dalla vendetta. Dall’altra il mio personaggio, Doron è motivato dalla caccia, dall’adrenalina e dal fatto che qualcuno sta minacciando la sua vita e quella della sua famiglia”.

     

    Lior Raz è un ex soldato delle forze speciali, ha ideato e scritto la serie con un vecchio amico, Avi Issacharoff, un veterano del combattimento e un noto giornalista. Raz, che ha quarantacinque anni, interpreta Doron Kabilyo.

     

    Una cicatrice di tre pollici, un ricordo di un incidente automobilistico, gli riga la fronte e gli dona un’aria da uomo con un passato. Lion vive con sua moglie e i suoi figli in un sobborgo appena a nord di Tel Aviv, ma è cresciuto principalmente a Gerusalemme ed è nato a Ma’ale Adumim, uno dei più grandi insediamenti ebraici in Cisgiordania, una città di quarantamila abitanti che generalmente gli israeliani considerano un sobborgo di Gerusalemme piuttosto che una sorta di avamposto in cima a una collina. Viene da un background mediorientale e militare: suo padre è nato in Iraq, sua madre in Algeria. Suo padre era un ufficiale di carriera nell’equivalente israeliano del Navy seals nello Shin Bet, i servizi di intelligence. A casa sua si è sempre parlato arabo e si ascoltava musica da tutto il Medio Oriente. Più tardi, suo padre si dimise dall’intelligence israeliana per mettersi a gestire un vivaio e gli amici di Lior erano bambini arabi di Azaria e Gerico che lavoravano lì.

     

    fauda serie sceneggiatura
    Lior Raz, autore e protagonista di Fauda

     

    Quando Raz aveva diciotto anni, seguì le orme del padre: entrò a far parte di Duvdevan, un’unità d’élite antiterrorismo concepita nel 1986 e che iniziò le operazioni non molto tempo prima dello scoppio della prima Intifada nei territori occupati. Duvdevan significa “ciliegia” in ebraico, un riflesso del suo status di ciliegina sulla torta nell’esercito. È il modello per l’unità senza nome in Fauda.

     

    La sua unità era di stanza appena fuori Ramallah, la capitale de facto della Cisgiordania e la base per la leadership dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina. L’etica e l’addestramento assomigliavano a quelli del Navy seals: “spietato, brutale e costante”.

     

    “A diciotto anni non sai bene cosa stai facendo. Pensavo che saremmo stati come James Bond, indossare una cravatta nera, bere Martini e prendendo i cattivi. Invece, abbiamo ottenuto fatiche inumane ed eterni falafel a pranzo a Ramallah”. Lui e i suoi amici aspiravano ad entrare nella unità Duvdevan non per ragioni ideologiche ma perché “vuoi far parte delle persone migliori del paese, per metterti alla prova. Vuoi essere fedele ai tuoi amici, proteggerli e far parte di una squadra che lavora insieme”.

     

    La squadra al centro di Fauda lavora tanto quanto quella di Raz. Le sue operazioni vengono eseguite come rapidi “lavori dentro e fuori”, per arrestare un sospetto terrorista o per interrompere un’operazione terroristica. Il moto della Duvdevan era: “In qualsiasi forma, in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento“.

     

     

    I membri di Duvdevan non raccontano le missioni passate – quelli “devono rimanere oscuri”, ha detto Raz – ma parlano in termini altamente moralistici dell’unità, di come sono stati selezionati per il loro senso di probità e equilibrio. “Siamo stati scelti perché dovevamo essere calmi, morali, per non perdere la testa in mezzo ai guai, per pensare, per non comportarci come animali. Il compito era catturare il cattivo il più silenziosamente possibile, per evitare di uccidere o ferire chiunque altro. Alla fine di ogni operazione, c’era un debriefing su ciò che era successo e una valutazione sul lavoro svolto: ovvero fare un lavoro sporco nel modo più pulito possibile“.

     

    Tre giorni dopo aver lasciato l’esercito, Raz si è diretto a Los Angeles con centoventicinque dollari in tasca. Per il suo background militare ha trovato subito lavoro in una società di sicurezza americana gestita da israeliani che lo hanno messo a guardia del corpo prima di Nastassja Kinski e poi di Arnold Schwarzenegger e famiglia. “Dopo l’esercito, sorvegliare una casa era piuttosto noioso”, e dopo cinque anni, quando ne aveva 25, è tornato in Israele.

     

    Ha lavorato come batterista in una discoteca e poi come creativo in una agenzia pubblicitaria. Spinto da una ragazza a inseguire le sue ambizioni artistiche, ha iniziato a prendere lezioni di recitazione e ad ottenere ruoli in varie produzioni teatrali e televisive. E ha iniziato a pensare a un progetto che avrebbe attinto agli anni più pericolosi della sua vita.

     

    Per circa due decenni, Raz e i suoi primi compagni nell’unità non hanno mai parlato del lato più brutto del loro lavoro, del prezzo richiesto ai palestinesi e del prezzo loro imposto. “È rimasto tutto lì e nel profondo di noi. Come persona, alla fine ti svegli e scopri di avere un disturbo da stress post-traumatico. Ti rendi conto di essere sempre teso, stressato, non stai dormendo, sei nervoso, sempre in allerta”. Quando a trentacinque anni, stufo di fare sempre lo stesso sogno, una pistola che si inceppa durante una sparatoria, ha deciso di andare da un terapista, nove anni fa. “Stavo per sposarmi. Ero stressato. Volevo solo essere un buon marito. Dopo circa cinque minuti di terapia, la psichiatra ha detto: “Hai il disturbo da stress post-traumatico, parliamone”.

     

    Il business della televisione israeliana inizia con un ovvio svantaggio: il pubblico ha all’incirca le dimensioni di una qualunque metropoli occidentale. Inoltre gli ebrei ultraortodossi non guardano la televisione commerciale e molti israeliani palestinesi, che vivono a Nazareth, Umm al-Fahm, Acre, Haifa e in altre città e paesi, guardano le stazioni in lingua araba sul satellite. Le principali società di produzione, Keshet e Reshet, che creano programmi per il più grande canale di trasmissione, Channel 2, lottano per il pareggio; sperano di trarre profitto dalla vendita di proprietà all’estero.

     

    Quando arrivano Raz e Issacharoff con in mano il soggetto della prima stagione di Fauda, i produttori sono scettici. Non solo non la vedranno – dicono – ma ci accuseranno, da destra a sinistra, di rappresentare i terroristi come eroi. Tuttavia quando il principale distributore israeliano di contenuti televisivi via satellite accetta di distribuire la serie, il progetto va in porto. E si comincia a girare. Un problema tecnico per Raz è stato che ha dovuto fare un provino per il ruolo principale, una circostanza che ha trovato “sconvolgente”. Ma quella non era certo la preoccupazione principale.

     

    Raz e Issacharoff temevano che l’ala destra in Israele avrebbe detto che lo spettacolo aveva “umanizzato i terroristi”; temevano che la sinistra, insieme ai telespettatori arabi, dicesse che il suo ritratto di soldati umani era una farsa romantica e che ritraeva i palestinesi solo come terroristi. E invece.

     

    Livida, magnetica, spiazzante, tecnicamente realizzata benissimo, Fauda è alla terza stagione, in attesa della quarta che arriva ad aprile 2021. Nel 2020 è stata la serie più vista di Netflix in Libano, la sesta in Giordania, la terza negli Emirati Arabi. È parlata per l’80% in arabo e per il 20% in ebraico. Consigliamo di vederla in lingua, anzi in lingue originali, per apprezzarne meglio la recitazione.